Sandro Pertini

Perchè Sandro Pertini?

Avere tra le personalità del mio Pantheon Sandro Pertini, non significa essere vicino al pensiero socialista o altro, come molti possono pensare, ma è l’insegnamento che quest’uomo, durante la sua vita, ha potuto dare alle generazione future.

L’attaccamento al sentimento patriottico di Sandro Pertini, che lo ha spinto ad essere un membro di spicco del CLN-Alta Italia e non solo, durante la seconda guerra mondiale, precisamente durante la liberazione del Nord dall’occupazione nazifascista. Il periodo passato in carcere, a Turi, da umile servitore NON dello Stato, ma del Popolo che tanto aveva sofferto sotto i manganelli e olio di ricino del regime fascista; l’umano sentimento nei confronti di chi come lui voleva la libertà, basti pensare alla visita che Pertini fece a Gramsci, pur se di ideologie differenti, durante il suo periodo di prigionia nel carcere, in Provincia di Bari, consumato contemporaneamente a quella del leader intellettuale comunista, dando esempio di grande umiltà politica.

Durante il suo mandato da Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, per tutti ormai solo Sandro – data la fiducia e il basso profilo che manteneva con chiunque abbia avuto modo di interloquire con lui, pur ricoprendo la carica di Capo dello Stato – ha dato vita ad una stagione per il nostro Paese delle più alte, dal punto di vista politico, ma soprattutto di buon esempio, per grandi e piccoli. Mi piace ricordare di lui una frase, una delle più significative: “Servono due cose nella vita: l’onesta e il coraggio. La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato“. Con queste parole, si chiude la motivazione che proietta la figura di Sandro Pertini nel mio Pantheon personale.