Io non festeggio l’addio di Rosy Bindi

Ve la faccio semplice: non mi piace il tono con il quale si sta commentando l’annuncio di Rosy Bindi nel voler lasciare il Parlamento. Commenti di odio o dispregiativi verso la sua storia personale e quello che ha rappresentato per il centrosinistra e per la politica italiana. Sì può essere più o meno d’accordo con quello che ha sostenuto in 28 anni di carriera parlamentare, ma la Politica non può essere impregnata di così poco rispetto verso le persone.

Io mi sto stancando di questo clima, davvero. È disarmante e non mi appartiene.
Mi sento fuori luogo.
La gravitas come valore fondamentale per l’uomo politico è ormai un ricordo.

Un momento dell’iniziativa contro le Mafie organizzata a Valenzano (19 Settembre 2016)


Ecco, non ho fatto in tempo a scrivere che, se avessi avuto qualcosa di importante da dirvi, non avrei esitato a tornare sul blog, che subito si è palesata l’occasione.

De Luca? Personaggetto.

Che De Luca fosse conosciuto di più per il suo modo di esprimersi che per le sue doti politiche è ormai evidente, purtroppo. Crozza non ha bisogno di inventare nulla, gli basta leggere i giornali o guardare sue interviste.

Ma fin quando si parla di “Frullino sei il mio battito d’ali” ci scappa il sorriso e va tutto bene, ma arrivare ad accuse pesanti, oltre l’ironia e la battuta, non può essere tollerato, neanche in nome della più alta libertà di espressione.

“Alla Bindi rimprovero la sua stessa esistenza”, “per me lei è impresentabile sotto ogni punto di vista”. A Cenzino De Luca è scappata una nota stonata, gettandosi a peso morto nell’immensa arroganza in cui ci sguazza un giorno sì e l’altro pure.

Ma nel Paese dove tutto è lecito e accettabile, anche questa volta si perderà l’occasione per affermare un concetto semplice e chiaro: a rispettare le Istituzioni non devono essere soltanto i cittadini elettori, ma anche e soprattutto quelli eletti.
Un Presidente di regione che offende in diretta televisiva il Presidente della Commissione bicamerale Antimafia è stato uno spettacolo indegno, indecoroso e incivile. Nell’ottica del rinnovamento questo non può essere tollerato e Renzi, il Governo e, soprattutto, il Partito Democratico devono prendere una posizione, richiamando all’ordine Vincenzo De Luca, minacciandolo di espulsione dal partito.

Certo, espulsione è una parola grossa, perché per espellere uno come De Luca – dopo molteplici richiami o ammonizioni – il PD dovrebbe dar peso al valore umano più che al valore elettorale. Tuttavia, un primo segnale arriva dal Ministro Boschi, che ringrazio.