La strage di Marzabotto

71 anni fa, i nazifascisti in preda al panico e allo stesso tempo presi da una furia disumana, a causa della fuga verso il nord causata dagli alleati e dai partigiani, arrivarono a Marzabotto, in Emilia. Dovevano essere di passaggio ma distrussero tutto ciò che incontrarono e decisero, quindi, di radere al suolo quel paesello. Raffiche di mitra. Caddero anziani, bambini e donne. Un totale di 800 esseri umani. Molti uomini (adulti) erano distanti, per combattere e resistere, trovarono al ritorno solo carcasse e sangue.

Ricordo con amarezza un racconto, letto non molto tempo fa, in cui si descriva l’orrore ritrovato tra le quattro viuzze di quel centro abitato. Corpi trivellati, altri impiccati agli alberi e trattati come bersagli di tiro. Un’immagine terribile non riesco a cancellare dalla mente: una donna, incinta, uccisa e appesa ad un albero. Come se non bastasse, per l’aver spezzato due vite in una, i nazifascisti sventrarono quella donna, facendo fuoriuscire il feto e macchiando di sangue, indelebilmente, la dignità di quella donna.

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Davide Montanaro

Posted by Davide Montanaro

Classe 1993. Laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” nel 2017, con una tesi in Diritto Costituzionale comparato sulla salvaguardia dei Diritti fondamentali e della Privacy nella Rete e la tutela dei Nativi Digitali. È stato tra i 16 vincitori tra Europa, Medio Oriente e Africa, nel 2017, della Google Policy Fellowship su Privacy e Cyber-security. Attualmente è praticante avvocato su Data Protection e Cyber-security. Segretario metropolitano dei Giovani Democratici Terra di Bari e membro della Direzione nazionale GD.