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Aldo Moro

Perchè Aldo Moro?

La sua presenza nel mio Pantheon è dovuta ad una somma algebrica e razionale di diversi fattori, tutti importanti, a me cari.

Partiamo dal primo: è meridionale. Nasce e vive in Puglia, da Maglie a Bari, percorre un tratto di strada della sua vita che gli sarà fondamentale. Si laurea in Giurisprudenza all’Università di Bari, oggi intitolata a suo nome, e ne diviene docente di filosofia del diritto. Per molti aspetti, Moro, raffigura il ragazzo meridionale che attraverso la sua passione per la politica, per la Cosa Pubblica, riesce ad emergere e a distruggere quel muro ideologico del “sei del sud e per te è impossibile emergere nel Paese”.

Aldo Moro, inoltre, è stato sì democristiano, ma far riferimento ai suoi scritti, ai suoi discorsi, viene fuori l’uomo laico che oggi tutti definiscono, senza indietreggiare, statista.

Aldo Moro, inoltre, è stato sin dall’inizio della sua carriera politica al centro della scena nazionale. Membro dell’Assemblea Costituente e della commissione che ebbe il compito di redigere la Carta Costituzionale.

Uomo di partito, uomo della gente. Anche qui, come per Sandro Pertini, avere lui nel mio Pantheon non significa essere democristiano, ma saper cogliere l’insegnamento che una figura come quella di Moro può diffondere tra le giovani generazioni, costruendo una concezione storica diversa, dove la differenza tra uomini politici dell’alba repubblicana e quelli presenti è immensa.