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DIRETTA >> Direzione Nazionale PD

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Alle 15.00 inizia la diretta su YouDem la diretta della Direzione nazionale PD. Segui qui la diretta e commenta, segui i feed su Twitter.
Se vuoi, ecco quello che penso della Direzione di oggi e quale prospettiva intravedo.


Vergognarsi di vergognarsi

Il PD non sa dove mettere la faccia, o così sembra. In realtà pare si vergogni di vergognarsi di ciò che sta accadendo a due ministri del governo di cui è principale azionista.

Il Ministro all’Agricoltura De Girolamo è stata intercettata mentre usciva le “balls of steel” – caratteristiche di questo governo (stando alle dichiarazioni del suo Primo Ministro) – su una vicenda che toccava il presidio ospedaliero di Benevento. Non starò qui a raccontare il fatto, se volete leggetelo qui, ma la faccenda mi interessa sul piano prettamente logico-politico-morale. Non so se sono stato chiaro, o volete che metta qualche altro trattino e continui?
In un paese normale, quale non è l’Italia, in casi del genere, un ministro si dimette incondizionatamente e presa a calci nel culo viene spedito a casa o agli arresti, cosa più che giusta, visto che è del pubblico che si sta parlando e della salute di tantissime persone.
Non è banale quello che dico, soprattutto se relazionato alle dichiarazioni di Alfano dove bollava le intercettazioni come “illegali”. Dopo aver dato un buffetto potenziato ad Angelino sulla guancia e messo a dormire, la domanda sorge spontanea: c’è qualcuno che crede ancora a questa storia delle intercettazioni come attacco alla privacy? Lo vorrei sapere, perché credo che se questo è il risultato: W le intercettazioni! Se ascoltare una telefonata di un ministro porta a scoprire cose di questo genere, io credo che sia solo un modo come un altro di considerare questo strumento d’indagine utile per smascherare delle sottospecie di boss, maschi o femmine che siano non ha importanza.

Parlavo di Alfano prima, sì. Ora sta dormendo, il buffetto era più che potenziato, ma l’ha combinata grossa. A “Che tempo che fa” di Fabio Fazio parla di unioni civili e immigrazione e come una scarica di diarrea butta tutto fuori e ne dice di paroloni. Conclude la sua intervista con un tweet

https://twitter.com/angeaIfa/statuses/422466912111849472

Ecco, dopo questi due esempi, dovremmo vergognarci, noi del PD, chiedere non solo le dimissioni dei due ministri (quello che sta dormendo, è persino vice-premier) ma porre fine a questo governo, e andare alle elezioni. Un altro giorno con Alfano e la De Girolamo non so se riuscirei a resistere.

Senza emozioni

Sì, lo so, è troppo lungo, ma vi chiedo di fare uno sforzo se ci riuscite. Leggetelo, anche non tutto in una volta, quando avete un po’ di tempo, leggete un paragrafo, ma fatelo fino in fondo. Mi piacerebbe che tutti voi commentaste qui sotto, cominciassimo a parlare, perché io a scrivere posso passarci anni, ma voglio ascoltare e anche se non sono segretario nazionale di nessun partito o un parlamentare, sono le idee che contano e che ci portano ad ottenere i più bei risultati. Grazie.

Non so cosa mi sta succedendo, prima avevo molto da scrivere, i pensieri mi frullavano per la testa, dovevo solo guardare lo schermo, pagina bianca e le dita si muovevano da sole per fissare per bene un concetto, due, tre e così via.

È iniziato il 2014 e quasi non ce ne siamo accorti, i problemi sono sempre gli stessi e non ci rendiamo conto che molto è cambiato dall’anno scorso: a gennaio scorso, al governo, c’era Monti, Berlusconi era in Parlamento, Pierluigi Bersani era il segretario del PD, ci stavamo preparando a vincere le elezioni, il giaguaro era bene in vista. Ci siamo dimenticati il sapone e…come lo smacchi il giaguaro senza sapone?!

Questo 2014 non mi sta emozionando. Direte voi: “È appena iniziato”, ma certo! Il problema è che ci portiamo dietro una cantilena che va oltre le facce, oltre i nomi, oltre tutto.

Elezioni annullate dal TAR, come quella in Piemonte, a seguito di firme false presentate da una lista a sostegno dell’attuale Presidente, Cota, mi fanno cadere le braccia. Ma come?! Dove è finita la tenacia dei leghisti, dai marmorei attributi? “Spazzeremo via tutto il marcio” diceva un’omino dagli occhiali rossi e con i baffi (no, non è una di quelle maschere occhiali-baffi che si vendono al supermercato, parlo di Bobo, non Vieri, ma Maroni). Come se non bastasse Matteo Salvini conferma: “Sono giudici di sinistra!”. E beh! Cambia la generazione, ma il concetto persiste.

Non mi emoziona più niente, tutto è l’eterno ritorno dell’uguale. Cosa c’è di nuovo? Un nome da pronunciare, un modo di operare, ma la strada è sempre quella, puoi camminare a passo svelto, saltellando, ballando un liscio, ma la strada è sempre quella e la meta non cambia.

Pensavo che il Governo Letta, dopo la fuoriuscita dalla maggioranza di Forza Italia, fosse nelle mani del PD. Mi sbagliavo.

Il Partito Democratico è una bella automobile, ma ha il vizio di stare sempre dietro alle altre, quasi sempre più piccole e lente e come sempre si schianta sugli ostacoli che le vengono lanciati addosso dalle stesse, per dispetto o per incoscienza da parte del PD. Usciamo dalla metafora e proiettiamoci nella realtà: quello che ha detto Alfano è l’ennesimo autogol che il Partito Democratico mette a segno.
Non dobbiamo meravigliarci che Alfano sia un bigotto conservatore, radicato nella cultura pseudo-cristiana (pseudo, perché credo che un vero cristiano debba tenere bene a mente il comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso” e lasciare liberi gli uni dagli altri, perché nessuno può vietare a qualcuno di amare una persona o di costruirsi la propria vita come meglio crede), dobbiamo meravigliarci che il PD stia ancora con Alfano e che dopo questa ennesima dichiarazione non lo abbia preso a calci nel culo.
Sulla famiglia? Beh, credo che non ci siano mezzi termini: va esteso il diritto di sposarsi agli omosessuali, perché il matrimonio deve essere un diritto di tutti, senza preferenze per orientamenti sessuali e altro. Ma come si permette Alfano a difendere la famiglia? Fino all’altro ieri è stato al comando incondizionato di un soggetto che ha tradito la propria moglie millemila volte, sotto il vincolo matrimoniale. Basta cretinate (e indecenze).

I Giovani Democratici hanno fatto partire una nuova campagna nazionale contro tutto ciò che ci ricorda l’ei fu Gianfranco Fini: via la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi. Contro il razzismo e contro il proibizionismo. Abolire la Bossi-Fini non significa spalancare le porte all’immigrazione, perché alle persone che fuggono dalla guerra, dalle persecuzioni politiche e dalla povertà, con la Bossi-Fini si puliscono il culo (scusate il momento aulico).

Tenere ancora nascosto, non si sa da chi, il fenomeno della cannabis, ben presente in tutta Italia, è ridicolo. Giustamente, un ragazzo che fuma marijuana ci pensa due volte, perché una volta due persone, uno ormai nell’oltretomba (Fini) e l’altro al governo con il PD (Giovanardi) decisero di fare questa legge. Suvvia! Perché non prendere esempio dagli Stati Uniti? Perché non strappare dalla morsa della criminalità migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi e regolamentare il tutto sulla base di leggi virtuose e affidabili?
Troppo rivoluzionario, meglio arrancare. Come sempre. Nel vuoto più assoluto.

Non mi emoziono più a leggere un giornale, un titolo su qualche sito d’informazione, mi sembra di aver mandato indietro l’orologio di qualche mese, anno, e di ritrovarmi sempre lì. Litigi, riappacificazioni, “mi dimetto”, “no, ci ho ripensato”, “alle urne!”, ormai un libro già letto e riletto.

E mi dispiace per Renzi, ma se pur nobile il suo tentativo, non può mascherare il suo piano per l’occupazione con un termine inglese. Abbiamo una lingua bellissima, usiamola! Il piano per il lavoro si chiama “Piano per il Lavoro” e non “Job Act”. Il modo come chiami le cose, rende il concetto della chiarezza delle cose stesse. Mica vado in pescheria e chiedo del “fish”, ma gamberetti, cozze e chi più ne ha più ne metta.
Insomma, non fa male semplificare il tutto, parlando come mangiamo. Ci siamo ingarbugliati abbastanza nel politichese e nei paroloni, ma non ricadiamo nell’anglo-communication.

Non mi emozioni più, ma la passione mi fa battere il cuore, con la febbricitante attesa di ritrovarle, quelle emozioni, in qualcosa di veramente rivoluzionario, senza doppi termini e senza cambiare il nome alle cose. Sincero, semplice e allo stesso tempo accattivante.

Prospettive per il 2014

Il primo post del 2014, non lo voglio sprecare nel fare il sunto di ciò che è stato, alla fine lo sappiamo tutti, ognuno ha avuto il suo 2013 e ognuno sa con certezza cosa vorrà dal nuovo anno, appena iniziato. Io sono uno di questi e provo a raccontarvelo, parlando di tutti quanti noi, nel singolo e nel collettivo.

Innanzitutto, vi chiedo nuovamente scusa se, per l’ennesima volta, ho tralasciato il blog per qualche giorno, ma gli esami e le vacanze natalizie destabilizzano.

Il 2014 poteva essere l’anno delle elezioni, della caduta del Governo Letta, ma le cose sono andate diversamente da come, qualcuno di noi, sperava, ma ciò non toglie che non è tutto perduto.

Abbiamo molte sfide davanti a noi, non solo umane, fatte di amicizie, sentimenti, ma le sfide che vorrei evidenziare, sono le sfide collettive, quelle che ci interessano da vicino tutti, nessuno escluso.

Giovani Democratici: il 2013 è stato un anno all’insegna della crescita politica, dell’ingresso della giovanile nei luoghi fino a qualche tempo prima inaccessibili. Abbiamo eletto molti giovani democratici nel consigli comunali, ma abbiamo anche dei giovani deputati tra i nostri. Questo è un motivo di orgoglio per il lavoro che tutti quanti abbiamo svolto.
Il 2014 però, sarà un anno difficile, ancora nebuloso, senza nessuna chiara prospettiva interna, ma tutti noi possiamo porre un accento su questo aspetto, costruendo dal basso la prospettiva del nostro partito.
A livello locale abbiamo diversi compiti da svolgere, partendo da Noci, dove necessariamente contribuiremo con più incisività nell’amministrazione della Città, a strettissimo contatto con il Partito Democratico, di cui facciamo parte tutti e a cui tutti dedichiamo il nostro lavoro, pur stando nella giovanile e pur avendo un simbolo diverso. I Giovani Democratici sono la giovanile del PD, non di un altro partito.

Elezioni Amministrative di Bari: indipendentemente dalle questioni tattico-politiche, tra chi sceglie il candidato unico e chi preferisce celebrare le primarie per la scelta del candidato sindaco, ciò che importa è porre le nuova sfida elettorale su due piani, distinti ma da tenere a stretto contatto. Il primo è senza dubbio quello del cambio di rotta, del normale mutamento delle politiche, delle persone e del modo di amministrare, con la speranza di vedere un consiglio comunale rinnovato e senza metamorfosi politiche.
Secondo, non si può credere (per quanto riguarda il centrosinistra), di potersi presentare alla Città di Bari ponendo un muro, un divisorio invalicabile, tra la quasi conclusa Amministrazione Emiliano, durata ben 10 anni, con la futura visione della città barese. Una visione d’insieme è la giusta ricetta per dare chiarezza ai cittadini. Bisogna saper valorizzare ciò che c’è di positivo, e bisogna saper chiedere scusa per ciò che si è fatto male. È un punto di forza, non di debolezza. Ricordiamolo. Colgo l’occasione per fare il mio “in bocca al lupo” a due miei cari amici, Pietro Petruzzelli e Antonio Decaro, per la corsa delle primarie, anche se aspettiamo da quest’ultimo una nota ufficiale che annunci la sua partecipazione.

Noci: È passato più di mezzo anno da quando Domenico Nisi è diventato il nuovo sindaco di Noci. Molti erano i problemi della nostra Città e ancora molti sono da risolvere, di certo non possiamo pretendere che tutto ciò che per 10 anni non è stato fatto, lo si faccia in sei mesi, ma con una serena nota di certezza, posso dire che andremo avanti. Il Partito Democratico ha celebrato il proprio congresso cittadino e, oltre al segretario, la nuova formazione può vantare moltissimi giovani, tra donne e uomini che, durante le scorse elezioni, hanno dato il loro importante contributo, come candidati o come semplici militanti, raggiungendo il risultato che tutti abbiamo visto. Io sono all’interno del gruppo che lavorerà al bilancio comunale, proverò a dare una mano da lì.
I Giovani Democratici di Noci stanno lavorando, come sempre, per partorire un nuovo progetto per la Città, certo è che la politica, per tutti quanti noi, non è fatta solo di tattiche e parole, ma preferiamo metterci davanti ad un tavolo e ragionare sul futuro della nostra Comunità, fallendo, certe volte, ma raggiungendo risultati importanti, in altre. Si dovrà necessariamente tener presente la questione dei rifiuti, capire come e quando poter avviare la raccolta porta a porta. Bisognerà costruire un nuovo piano turistico, che abbracci l’enogastronomia con le tendenze territoriali e nazionali, come, ad esempio, il Carnevale di Putignano, creando una rete turistica senza precedenti, in cui Noci con le sue prelibatezze e paesaggi, Putignano con il suo Carnevale, Castellana con le sue grotte ed Alberobello con i suoi trulli, riescano nell’impresa di offrire un pacchetto completo di culture popolari e gastronomiche, oltre che far emozionare per il proprio territorio.

Blog: Non posso che ringraziare tutti quanti voi per avermi letto, almeno una volta, quest’anno.
9.355 persone, per ben 13.485 volte hanno visitato davidemontanaro.it, nel 2013, un grazie ad ognuno di voi.
L’Italia è prima per visite (12.583), seguono gli Stati Uniti (400) e il Regno Unito (103), poi Germania (78), Francia (44), Spagna (34), Belgio (27) e così via, per ben 61 stati in tutto il mondo, anche dal Lesotho.
Il post più letto è “Breve lettera agli adulti del PD” e devo dire grazie a Pippo Civati per averlo condiviso sul suo blog.
Tutto questo non può che essere, per me, motivo di orgoglio e un invito a fare di più, sempre di più. Il 2014 sarà un anno di conferme e di stravolgimenti, per tutti e mi auguro che ognuno possa vivere l’anno che sogna. I miei auguri non sono pieni di belle parole, ma solo di una piena apertura alle idee di tutti e di propensione alla realizzazione di progetti collettivi.

Io da questo 2014 mi aspetto grandi cose, voi fate altrettanto. Auguri.

Perché mi incazzo

Questa mattina ho presentato la mozione “Civati per L’Italia“, con emozione e soprattutto un risentimento forte, dentro di me, dovuto a questa battaglia congressuale, che poteva e può essere svolta sui temi cari al PD e al Paese, ma che invece si sta dimostrando una battaglia a suon di legnate interne. Ed io mi incazzo, perché sogno un partito diverso. Lo sogniamo in molti.

Cosa voglio dire è molto semplice: la situazione nei circoli pare incresciosa, una falsa competizione pre-primarie, dove gli interessi di corrente vengono prima di qualsiasi altro tipo di obiettivo comune. Queste convenzioni sono una pagliacciata. Sapete perché? Perché è l’occasione per i notabili locali di procedere ad una conta e ad una strumentalizzazione del voto.

Ho forse esagerato nell’enfasi, oggi, ma credo e spero di aver spiegato per filo e per segno quale sia il progetto di partito che con Pippo stiamo portando in giro nei circoli. Non possiamo accettare che il partito rimanga nelle mani dei soliti noti, gente che dovrebbe andare a lavorare e lasciare che il partito sia gestito da persone che credono fino in fondo in quel simbolo, così tanto schernito da chi è fuori i nostri circoli e che invece dovrebbe conoscere il vero valore di un progetto riformista come quello che dovrebbe oggi raffigurare il Partito Democratico.

Quanti possono permettersi di dire che i 101 devono essere presi e cacciati dal partito? Quanti? Nessuno può permettersi di dirlo, perché tutti hanno qualche 101 come sponsor. Tutti tranne uno. Colui che può permettersi di fare una battaglia aperta contro l’inciviltà politica che ha investito il nostro partito, a difesa delle persone per bene che, mi dispiace per tutti i commentatori da salotto o da tastiera, ci sono nel PD, ci sono e ci saranno sempre fino a quando qualcuno avrà il coraggio di pensarla diversamente dagli strateghi che ci hanno portato al governo delle larghe intese.

La battaglia contro i 101 è una questione di civiltà. Aumento il tiro e dico che i 101 sono ovunque, che in realtà non sono solo 101 ma sono più di mille e anche più. Sono presenti ovunque ed ogni giorno pongono interessi di potere a quelli collettivi. Ci sono e sono ovunque e non possiamo arrenderci all’idea di dover abbandonare la nave. Chi abbandona o volta le spalle al PD è come un capitano che lascia la propria nave mentre affonda.

Ipocrisia allo stato puro. Ecco cosa sento nell’aria dei congressi locali, nelle votazioni per le varie convenzioni. Come si possono permettere queste persone di ritenere il partito un oggetto di loro proprietà? Come? È vergognoso. Luridamente presente e individuabile.

Chiedetevi cosa state facendo e perché appoggiate l’uno anziché l’altro candidato. E se tra le prime 3 motivazioni vi balza alla mente il “perché è giovane”, sappiate che non siete niente di nuovo e il rinnovamento non arriverà da lì, non arriverà da quella scelta, perché è la base di quella scelta che è sbagliata.

Se Matteo Renzi è giovane, io cosa sono? A 38 anni si è adulti e si deve essere responsabili delle proprie azioni e di cominciare a capire che la coerenza delle proprie idee viene prima di qualsiasi tipo di marketing politico e di camicie con maniche arrotolate e jeans all’ultimo grido. A 38 anni si deve comprendere che non si può far politica facendo giravolte ogni giorno, sui temi più importanti: governo sì, governo no. Cancellieri sì, Cancellieri no.
Se si è convinti che queste larghe intese debbano finire quanto prima, non si annuncia la propria disponibilità a ricandidarsi a Sindaco. Non abbiamo mica scritto in fronte “giocondo”. Eddai su!

Ha fatto bene Pippo ad annunciare la presentazione, nell’assemblea dei parlamentari PD di martedì prossimo, del documento per la mozione di sfiducia a carico del Ministro Cancellieri. Così testeremo fino in fondo e con chiarezza la coerenza dei nostri parlamentari, visto che si rifiutano di votare la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, non perché c’è una motivazione politica a riguardo, ma perché è stata presentata dal M5S. Un fatto di principio. Diciamo che è una replica della votazione del Presidente della Repubblica: Rodotà no, non perché non è di sinistra, ma perché è stato presentato e supportato dal movimento di Grillo e quindi non possiamo piegarci e seguire, una volta tanto, con umiltà. Poi no anche a Prodi, perché non avrebbe mai permesso un governo PD-PDL e sarebbe svanito il sogno feticista di molti leaderini e vice-leaderini di poter compiere il gemellaggio a spese degli elettori (presi per il culo, alla stragrande). Quindi in barba ad una prassi assodata dalla nascita della Repubblica Italiana, abbiamo rieletto l’arbitro delle crisi di governo che più di tutti giustifica questo valzer di coppia tra democratici e berlusconiani (oggi anche con i nuovi alfaniani). Diciamo che era giusto farlo riposare, ha la sua età e il Paese e le Istituzioni devono avere un ricambio di personalità, con diversi modi con cui approcciarsi ai problemi.

Continuiamo la nostra battaglia e non fermiamoci davanti a nulla. Chi ha paura degli ostacoli prima o poi si bloccherà. Noi dobbiamo cambiare le cose, cambiandole, non con il sorriso, ma con la serietà e la coerenza che deve contraddistinguerci.

Sempre e solo danni

Di Traglia e la Geloni fanno danni pure quando scrivono un libro, solo un libro. Alla sua presentazione, c’erano, oltre gli autori, anche Bersani, Quagliariello e Letta.

Parole da denuncia sono state dette, erano tutti consapevoli del governo con Berlusconi, ma era necessario prendere in giro gli elettori (e i militanti, soprattutto).

Allibito.

Alfa e omega del Governo Letta

Dai 101 che affossarono Prodi alla decadenza di Berlusconi. La breve vita del Governo Letta è il simbolo di una classe politica chiusa e affarista.

Ho bisogno di sfogarmi, lo faccio qui, con la speranza di essere chiaro con quanto voglia dire.

La situazione è incresciosa, lo sappiamo tutti e sappiamo anche che ora ci aspettano momenti molto più difficili di quelli fino ad ora prospettati.

In tutto questo c’è dell’insulso gioco della politica, anzi, politichetta, quella politichetta che ha sempre portato avanti un certo gruppo dirigente e che oggi non ha la forza di assumersi le proprie responsabilità e di accettare che la legge sia uguale per tutti come, a mio avviso, non lo riesce ad accettare Berlusconi. Questo è il sunto delle motivazioni per cui il Governo Letta è caduto.

Pensate sul serio che i ministri del PdL si siano dimessi per il rinvio del decreto che avrebbe permesso all’IVA di non aumentare? Suvvia, quando si fa parte di un governo si hanno tutte le carte in regola per poter condizionare i lavori del Consiglio dei Ministri, o comunque discuterne e trovare una soluzione condivisa.
La vera motivazione, secondo me, pare più che scontata ed infatti lo è: B. non vuole decadere da senatore e per questo ha trovato la sua pezza a colori (IVA) e si è lanciato nell’ennesimo attacco terroristico al Governo Letta, prima ancora lo aveva fatto al Governo Monti.

Ci stupiamo di questo? Spero di no, peccato però che c’è chi ancora continua a votarlo e mi chiedo se il voto sia ancora una “questione di testa”. Ma a questo quesito non risponderò, per il momento.

Cerco, ricerco e credo che tutto questo (larghe intese, Governo Letta, oltre che alla rielezione di Napolitano e per ultimo l’aver dato ad un condannato la possibilità di decidere sulle sorti del Paese) sia da attribuire, in larga parte, ai famosi 101 parlamentari del PD che non hanno votato per l’elezione di Prodi a Presidente della Repubblica e che ha sancito il fallimento della politica parlamentare e soprattutto del centrosinistra.
Se ad oggi i 101 non fossero mai esistiti, sono certo che ora avremmo ancora un Esecutivo e magari senza Alfano vice-Premier, e magari più di sinistra.

Poi mi chiedo come non abbiano ragione gli elettori a dire che il PD se le cerca e che non riesce a non essere succube di logiche affaristiche di B. e di molti altri dirigenti (anche e soprattutto nostri).

Ed ora? Cosa facciamo? Andiamo a votare con questa legge elettorale? Beh, certo, Grillo e Berlusconi vorrebbero, sapete perchè? Perchè i candidati del primo, con la preferenza personale per circoscrizione, andrebbero tutti ad affossarsi a confronto con altri candidati; il secondo perchè sa che i suoi candidati alla fine, tranne qualcuno, sono impresentabili e farebbero bene a non parlare e a farsi vedere il meno possibile sul territorio.

Il Partito Democratico deve volere questa nuova legge elettorale, perchè sul territorio abbiamo delle sentinelle che devono essere valorizzate. Io li chiamo “soldati mandati al fronte” e sono tutti coloro che si impegnano nella propria città, nel proprio territorio e riescono a portare a casa dei risultati importanti. Invece poi, come ogni cosa, c’è qualcuno che per ragioni di sopravvivenza questa legge non la vogliono proprio vedere. Sempre all’interno del PD, sia chiaro. Rimaniamo nel pantano, a questo punto. No?

Ecco perchè oggi sono incazzato. Scusate il francesismo.

Ma io dico

Che cadesse questo governo, sì, che cadesse! Se per rimanere in piedi non bisogna disturbare il fido Angelino (Alfano, ndr) – che qualche cazzata l’ha fatta sul caso kazako – io preferisco che si ponga fine a questa maggioranza (che non ho mai amato, sia chiaro).

Il PD deve essere consapevole di una cosa: il Movimento 5 Stelle ha aperto su dei punti condivisi a cui il partito non può restare indifferente. Si aprano le consultazioni su una nuova maggioranza, Pd-SeL-M5S, così torniamo ad quadro politico chiaro (almeno di più rispetto all’attuale).

Ormai l’art. 95 della Costituzione lo stiamo vedendo in giro, in queste ore, che dice pressapoco così:

Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne e` responsabile. Mantiene l’unita` di indirizzo politico ed ammini- strativo, promuovendo e coordinando la attivita` dei Ministri.
I Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri [89].
La legge provvede all’ordinamento della Presi- denza del Consiglio e determina il numero, le at- tribuzioni e l’organizzazione dei Ministeri [971].

Perciò ognuno si assuma le sue responsabilità e si ritorni a parlare dei problemi del Paese (che non sono pochi) altrimenti facciamo la fine di quando più che parlare della crisi economica e di come risollevare le aziende cominciammo a parlare di quante minorenni si era passato B. E daje!