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Boicottiamo le pubblicità

Che bei ricordi. Ho avuto la felice idea di rivedere le vecchie VHS, piene di polvere ma stracolmi di ricordi. Non parlo solo dei filmini, ma dei vecchi cartoni animati, dei vecchi film che, intorno al 98, riempivano i palinsesti delle tv.

Ciò che mi ha colpito sono state le pubblicità. La pubblicità del telefonino? Si, c’erano e, con grande semplicità, i protagonisti dello spot erano un uomo e una donna impegnati a discutere al telefono. Oggi? Abbiamo una piscina, un grattacielo, musica commerciale e Belen Rodriguez bagnata e “sensuale”, no una parola, solo uno sguardo e un messaggio in sottofondo: “acquista un telefono *** potrai accedere a fantastici servizi e premi” e per concludere un bel occhiolino da parte della gnoccolona di miciomacio Corona.

E le pubblicità del cibo? Quanti prosciutti ci vengono venduti con due pere e due canotti come cornice? Tanti e non solo. E’ arrivato il momento di reagire. Io ho fatto una scelta. Queste pubblicità per me faranno l’effetto contrario: mi allontanerano dal prodotto e diffiderò di tutto quanto è di quella marca.

Non prendete questa mia affermazione come un mio problema fisiologico o psicologico. Dobbiamo comprendere che la TV, i giornali e tutti quanti i sistemi informativi e di intrattenimento non possono presentare pubblicità luride come queste. Non denigro affatto il corpo della donna e la donna in se, ma proprio per questo ritengo che non debba essere usato a scopo di marketing, solo perchè le curve o l’occhiolino di una modella debbano smuovere e accendere i miei ormoni, farmi eccitare e dare al cervello il messaggio di una voglia intensa di quell’oggetto in questione.

Viva le pubblicità del Tonno Rio Mare e il loro grissino “coltello”.