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La digitalizzazione ci esploderà in faccia

Mi trovo a studiare e fare ricerca su sistemi tecnologici ed informatici presenti sul mercato tra 10/15 anni.
Viviamo nell’era della digitalizzazione e pensare che possano esserci enti ed istituzioni che considerino l’inoltro di documenti/domande online solo uno spauracchio, poiché necessitano, parallelamente, di documentazione cartacea da inviare al proprio ufficio protocollo, mi lascia perplesso.

Una delle ragioni dell’arrancamento del nostro Paese è quella di essere indietro di 10 anni su questi aspetti. Dovremmo darci una mossa, tutti.
Da chi ama la carta, a chi si lamenta della differeniata “porta a porta” e delle colonnine per la ricarica di auto elettriche installate su strade pubbliche.

O lo capiamo subito, oppure saremo destinati a soccombere appena ci scoppierà in mano l’IoT e non sapremo manco in che direzione andare.

L’umanità che fa bene

Il nuovo video dei Radicali Italiani sulla campagna Ero straniero. Guardate. Condividete.

SongPill.27 | Iron Sky (Short film) – Paolo Nutini

I barbari siamo noi

Per gli jihadisti, lo stupro – che sia di gruppo o meno – viene considerato una pratica normale, di uso quotidiano, potremmo dire, con una chiara concezione di subordinazione della donna all’uomo.

In Italia, in queste ore, a fronte di alcune vicende di cronaca, ho notato che gli stessi che ringhiano contro gli immigrati poiché, a detta loro, “sono gli stupratori che troviamo sotto casa ogni giorno”, ancora con la schiuma alla bocca, sminuiscono i recenti stupri, oggetto di cronaca di cui sopra, attribuendo la colpa alla donna “perché chissà come era vestita e si atteggiava” o “perché se l’è cercata lei”.

Ecco, tra gli jihadisti e queste merde dall’aspetto umano, io non vedo alcuna differenza, se non che questi ultimi sono addirittura più pericolosi, perché ammazzano la società non a colpi di kalashnikov, ma insinuandosi nella vita quotidiana di noi tutti, da perfetti barbari con l’unico intento di distruggere il senso comune della dignità umana.

Ma, come sempre, i problemi sono altri e i responsabili sono sempre i nostri vicini di casa.

“Perché Giurisprudenza? Ti facevo più da Scienze Politiche”

Perché Giurisprudenza? Ti facevo più da Scienze Politiche.

Questa è stata la domanda che, in 5 anni, mi ha inseguito.
La mia risposta, però, è sempre la stessa.

Perché amo il Diritto e tutto ciò che ne scaturisce. Pensare che proprio la Legge ci contraddistingue dagli altri animali è qualcosa di affascinante. Parlo del Diritto positivo, frutto di scelte e non di semplice riconoscimento di qualcosa che già esiste, come potrebbe essere il Diritto naturale.
E tra tutte le branche del Diritto, amo proprio quella da cui tutto nasce: il Diritto costituzionale. Perché la Costituzione è la chiave di volta che consente ad una società di stare in piedi.
La Costituzione protegge l’individuo dalle insidie dell’arbitrio, limitando questo con argini solidi, tra tutti, l’argine dei Diritti fondamentali. Ci pensi ad una vita vissuta senza una Costituzione che proteggesse la vita stessa e tutto ciò che porta con se? Come potremmo definire il nostro diritto alla libertà di parola, movimento e tutte le libertà positive che noi conosciamo, senza una Carta fondamentale che dica “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’Uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”?
Ed è affascinante vedere come gli uomini, consapevoli del valore della Costituzione, cerchino sempre di far combaciare la Costituzione formale (quella scritta e approvata con il legittimo procedimento) a quella sostanziale, quella cioè insita nel sottopelle della Comunità che protegge.
Il Diritto è l’argine alla barbarie e lo strumento più forte per proteggere i più deboli.
Che diventi un avvocato, un professore o un semplice giurista, sarà sempre questo a darmi la forza per andare avanti e dare sempre più.

Col cuore in frantumi per Barcellona, ma attacco ai GD senza senso

Tutti i Giovani Democratici, non solo della Terra di Bari, ma di tutta Italia sono affranti per quanto accaduto a Barcellona, così come tutti gli attacchi terroristici avvenuti nel mondo negli ultimi anni.
Lo diciamo ogni volta: quando la morte colpisce le nostre sorelle e i nostri fratelli serve proprio l’unità e la fratellanza, poiché la divisione genera odio e l’odio genere distruzione.
Proprio per questo non comprendo gli attacchi perpretati nei confronti dei Giovani Democratici e di alcuni loro esponenti, solo per aver espresso un parere negativo sull’ennesimo atto di sciacallaggio ad opera dei soliti fascio-leghisti. Addirittura, qualcuno ha avuto lo stomaco di nominare Breivik – l’attentatore di Utøya – con l’augurio che si realizzi lo stesso scenario del 22 luglio 2011 dove persero la vita diverse persone, tra cui molti militanti dell’AUF, l’Organizzazione giovanile del Partito Laburista norvegese. Parole pericolose e difficili da passare inosservate.
Alcune forze politiche stanno agli attentati terroristici come alcuni palazzinari (quelli che ridevano al telefono) stanno ai terremoti? Dobbiamo pensare questo? Spero di sbagliarmi.

Alle compagne e ai compagni dei Giovani Democratici la solidarietà di tutta l’Organizzazione della Terra di Bari, consigliando loro di rispondere con l’educazione che ci contraddistingue e, allo stesso tempo, di denunciare alle Autorità i sopprusi.


Il comunicato sul sito dei Giovani Democratici della Terra di Bari.

Finché la barca va

Non credo ci sia copertina più evocativa di questa.