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Col cuore in frantumi per Barcellona, ma attacco ai GD senza senso

Tutti i Giovani Democratici, non solo della Terra di Bari, ma di tutta Italia sono affranti per quanto accaduto a Barcellona, così come tutti gli attacchi terroristici avvenuti nel mondo negli ultimi anni.
Lo diciamo ogni volta: quando la morte colpisce le nostre sorelle e i nostri fratelli serve proprio l’unità e la fratellanza, poiché la divisione genera odio e l’odio genere distruzione.
Proprio per questo non comprendo gli attacchi perpretati nei confronti dei Giovani Democratici e di alcuni loro esponenti, solo per aver espresso un parere negativo sull’ennesimo atto di sciacallaggio ad opera dei soliti fascio-leghisti. Addirittura, qualcuno ha avuto lo stomaco di nominare Breivik – l’attentatore di Utøya – con l’augurio che si realizzi lo stesso scenario del 22 luglio 2011 dove persero la vita diverse persone, tra cui molti militanti dell’AUF, l’Organizzazione giovanile del Partito Laburista norvegese. Parole pericolose e difficili da passare inosservate.
Alcune forze politiche stanno agli attentati terroristici come alcuni palazzinari (quelli che ridevano al telefono) stanno ai terremoti? Dobbiamo pensare questo? Spero di sbagliarmi.

Alle compagne e ai compagni dei Giovani Democratici la solidarietà di tutta l’Organizzazione della Terra di Bari, consigliando loro di rispondere con l’educazione che ci contraddistingue e, allo stesso tempo, di denunciare alle Autorità i sopprusi.


Il comunicato sul sito dei Giovani Democratici della Terra di Bari.

Finché la barca va

Non credo ci sia copertina più evocativa di questa.

Gli omofobi sono in spiaggia e la legge sull’omofobia in un cassetto

Mi segnalano questo articolo, nel quale racconta l’episodio avvenuto presso un noto lido di Gallipoli.

Oltre ad accodarmi anche io all’indignazione suscitata dall’accaduto e nel sollecitare le Istituzioni nel prendere gli opportuni provvedimenti, segnalo che, nel nostro Paese, la legge sull’omofobia è ferma da più di 3 anni in Parlamento, a causa dei continui ricatti da parte di bigotti doppiogiochisti.

Non è forse opportuno procedere con l’approvazione, dotando l’Italia di uno strumento contro l’inciviltà e l’arretratezza culturale?

Segnalo, inoltre, che in Umbria – ma è oggetto di discussione in altre regioni – è stata approvata tempo fa una legge regionale sull’omofobia. E se la Puglia si munisse di questa legge?

Scambiare il diritto alla casa con il diritto all’abusivismo

David Allegranti, sempre puntuale e piacevole da leggere, ha dato una lettura netta e decisa sulla questione che ha riguardato Di Maio e il candidato 5stelle alla Presidenza della Regione siciliana, Cancelleri, riguardo l'”abusivismo di necessità”.

Dategli una lettura, così da poter comprendere, ancora meglio, qual era e qual è il nocciolo della questione.

L’immagine raffigura l’ecomostro di Alimuri, privincia di Napoli, abbattuto nel novembre del 2014, dopo più di 50 anni dalla sua costruzione.

Perché sul mio blog c’è tutto eccetto ciò che non serve

Ho deciso di ridurre all’essenziale il mio blog. Tutto bianco, solo un piccolo menù in alto e poi il testo, centrale, in primissimo piano.

La scelta non è casuale. È una scelta politica. 7 anni fa, creai questo blog con l’intento di esprimere, con tutta la calma e la chiarezza possibile, i miei pensieri. Ed è da quelli che voglio ripartire e quelli voglio siano gli unici in risalto qui.

Niente più elementi di disturbo. Niente di alternativo o parallelo ai contenuti.
Solo quello che scrivo. Perché se visitate il mio blog, che è un po’ la mia casa virtuale, io vi accolgo e vi porto ciò che di più prezioso ho: le mie idee.

Ma all’uomo chi gli ha detto di essere superiore ad un’ape?

Leggendo di qua e di la, mi sono imbattuto in una riflessione bellissima tanto quanto semplice e, allo stesso tempo, crudele.

Con troppa leggerezza gli uomini si sono convinti di essere i signori dell’universo, i padroni assoluti della natura che li circonda. Così pensando, hanno posto una grande distanza, un solco invalicabile tra le forme della vita; hanno diviso l’umanità dagli altri esseri viventi, come se fossero due mondi separati, l’uno totalmente assoggettato all’altro.
Le conseguenze di quest’atteggiamento nella formazione culturale dell’uomo (soprattutto dell’uomo occidentale) sono state incalcolabili: basti pensare al suo dispresso per la vita degli animali, al diritto ch’egli si è arrogato di distruggere la natura, al consumo dissennato delle risorse della terra in vista di un malinteso benessere e di un progresso che si finge possa essere illimitato.
Ma questo è un atteggiamento insensato, perché l’uomo è parte della natura, è una specie animale tra le altre, sebbene con in più qualcosa che, nel grande flusso della vita e della sua evoluzione, lo ha reso più complicato e (e dal suo punto di vista) più perfetto delle altre.

Cit. Le somiglianze tra la vita sociale degli uomini e quella degli animali, l’etologia. Zagrebelsky, Marcenò, Pallante, Lineamenti di Diritto costituzionale (II Edizione), Le Monnier Università, Firenze, 2015.

Ci trovate qualche collegamento logico tra l’abusivismo, oggetto di discussione in queste ore a causa di infelici dichiarazioni e l’altrettanto infelice e grave episodio di Trento, dove un’orsa è stata uccisa per aver fatto l’orsa?

Su quest’ultimo, le Istituzioni pare abbiamo sofferto di una schizofrenia pericolosa. Pare che l’orso sia stato disturbato, nel suo habitat naturale, da un cacciatore e il suo cane. L’orsa era in compagnia dei suoi cuccioli e, nel vedere il cane del cacciatore abbaiare come un forsennato, ha pensato bene di difendersi da quello che considerava un elemento pericoloso soprattutto per i suoi cuccioli.

Sul chi sia l’animale, in tutto ciò, io non ho dubbi. E voi?

La Terza Repubblica è fatta di imbecilli cazzocanisti

Seguendo le parole di Luigi Di Maio, l’enfant prodige della politica alla cazzodicane, l’abusivismo è colpa della politica perché la casa è un diritto.
Bene, non me ne voglia il sindaco di Polignano a Mare, ma sto andando a costruirmi una casa sulla scogliera più famosa di Puglia.

Colgo l’occasione di questa ennesima puttanata (chiedo scusa a chiunque abbia turbato con questa parola) per confermare quello che tutti quanti sappiamo: la Terza Repubblica è nel vivo ed è popolata da imbecilli cazzocanisti, incapaci e incoscienti del proprio ruolo.

Di Maio è il prototipo del nuovo modello di politico da Terza Repubblica: uno che con lo stipendio da parlamentare ha sbarcato il lunario, dando un senso alla sua vita, fottendosene allegramente della formazione e del buon esempio alle giovani generazioni. Uno che non ricorda manco come ci ci siede all’Università, bravo solo a parlare con frasi confezionate e pronte all’uso, con l’unico obiettivo di prendere sempre più applausi in TV e di sentirsi gonfiare il petto dai tanti “bravo!” provenienti da un pubblico che ha dimenticato la sua storia e che ormai si aggrappa a tutto, anche a ragazzotti privi di ideali, i quali nella loro vita non hanno fatto nulla di più che iscriversi, su di un blog di un comico, ad un contest online, con un breve video di presentazione per ricevere 30 voti da utenti impegnati, in contemporanea, nel vedere l’ultima scoperta di Adam Kadmon.

Ma di “Di Maio” ce ne sono tanti, anche nelle altre forze politiche.
C’è un Di Maio in quel ragazzo che crede di saper far politica e tratta tutti con sufficienza, dall’alto della propria “pluridecennale” esperienza.
C’è un Di Maio in tutti coloro che considerano il fare politica l’essere il delfino di qualche capobastone locale, aspettando il proprio turno e il boccone servito, con qualche rassicurazione sul proprio futuro e sul proprio posto al sole.

Tempi migliori arriveranno con la Quarta Repubblica? Se non si caccia a pedate dalla politica il marcio, indistintamente, forse, non ci sarà neanche la Quarta Repubblica.