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La mia terra

Un video che mi emoziona, ogni volta che lo vedo.

Dave & William Show (1ª puntata)

Ciao a tutti. Sabato scorso ho iniziato un nuovo progetto, assieme a Guglielmo – un mio caro amico conosciuto in occasione dell’Esame di Stato.

Insieme, abbiamo deciso di cominciare a fare radio. Per me è stato un tornare alle origini e, devo dire, la cosa mi fa piacere e non poco.

Siamo in diretta, tutti i sabato mattina, dalle 10 alle 11 su Radio Kaos Italy.

Oltre ad invitarvi ad ascoltarci, sabato prossimo e per tutti i sabati a venire, vi consiglio di recuperare la prima puntata. La trovate nel player di seguito.

Brucia il Mondo e l’Umanità

Un pezzo dell’Australia, grande quanto l’Irlanda, è in fiamme da giorni. Centinaia di migliaia di animali sono morti, alcuni di questi probabilmente estinti.
In Medio Oriente, una nuova guerra bussa alle porte della Storia, provocata dall’Occidente e la geopolitica torna al centro degli interessi dei governi che mostrano i muscoli peggio dei più dannati narcisisti. Come se non bastasse, gli USA sarebbero pronti ad attaccare siti storici di interesse internazionale, presenti in Iran, come contrattacco in caso di una reazione da parte di Teheran.
La degenerazione umana non ha cessato di esistere e questo 2020, appena iniziato, è già presagio di morte, distruzione e di delirio.

E siamo ancora al 5 gennaio.

Prendo giusto il cappello…

Dopo diverso tempo rieccomi qui. Sono di passaggio, vi avverto. Non ho tempo e forza per rimettermi a scrivere, probabilmente tornerò qui domani, forse tra una settimana, o un mese, chi lo sa.

Certe volte credo di essere vecchio nel modo di intendere il web. Non voglio arrendermi all’idea che il blog sia, ormai, superato. Quanti, ancora, si prodigano nel curarne uno? Decisamente pochi rispetto a qualche anno fa. Questo perché l’immediatezza che ci forniscono i social network non è paragonabile a quella fornita da un sito web, uno spazio che, per dirla con altre parole, è la nostra vera casa, il nostro domicilio digitale.

Beh…i social, alla fine, sono la piazza ma, quando ci stanchiamo di passeggiare e di chiacchierare su di essa, dove facciamo rincasare i nostri pensieri? Ovviamente pensieri che decidiamo di esternarnare, di aprire agli altri. Io ho questo spazio qui e, per poco, ho rischiato di perderlo per sempre.

Sì, perché non so se avete notato ma, da qualche settimana, davidemontanaro.it era irragiungibile. Non c’era spiegazione a questo problema. Ero disperato: dopo più di 10 anni il mio blog era in picchiata verso una fina orrenda. Non volevo crederci.

Ecco la bellezza di un blog: nessuno ti pone limiti alle parole e chi ti legge lo fa perché ha volontariamente aperto gli occhi sul tuo pensiero.

Ho contattato chiunque, niente. Nessuno ha saputo capire. Alla fine, le mie esperienze di smanettone hanno avuto la meglio e, tra un file di log e una pagina di codice PHP, sono riuscito a capire la falla e a ripristinare tutto. Meglio così.

Ora però è tempo di continuare. Certo, come vi dicevo all’inizio, sarà un po’ difficile che torni a scrivere quotidianamente o ad avvicinarmi anche lontanamente a questo obiettivo. Quantomeno nell’immediato futuro.
Sono in una fase delicata della mia vita professionale, ad un checkpoint che richiede attenzione, pazienza e sacrificio.

Tornerò perché voglio raccontarvi alcune cose. Diverse, in realtà. Lo voglio fare con tutta la calma e l’approfondimento che si addice a questo spazio. Ecco la bellezza di un blog: nessuno ti pone limiti alle parole e chi ti legge lo fa perché ha volontariamente aperto gli occhi sul tuo pensiero.

Bene, ora prendo giusto il cappello e torno fuori. Torno presto.

Circondatevi di bellezza e agite!

Che il mondo possa essere salvato dalla bellezza o dalle buone azioni, e che tale auspicio provenga da Dostoevskij o dall’ultimo creatore di meme, in realtà non c’è alcuna differenza di sostanza: hanno ragione entrambi. E certo, sicuramente le sfumature interpretative sarebbero decisamente più numerose delle righe utilizzate per spiegarle in un post di un blog, eppure la sensazione che si stia perdendo il senso di quelle parole è forte ed oggi, più che mai, c’è bisogno di bellezza e di buone azioni.

Vi dirò la mia, senza pretese alcune, certo di essere l’ennesimo a riversare parole sull’argomento. Eppure, credo che le sensazioni mutino al mutare delle esperienze che le generano. Pensateci: cosa succede quando due persone, con esperienze diverse ed emotività diverse, provano a descrivere lo stesso identico concetto? Entrambi racconteranno il tutto con proprie parole, ponendo l’accento su ciò che li ha più colpiti o che più ha suscitato il proprio dolore o la propria felicità. Ad esempio, una mela rossa può essere descritta in tanti modi: un frutto prodotto da un albero, il simbolo della tentazione, un frutto avvelenato da una vecchia invidiosa, ciò che toglie il medico di torno, ecc.

Ciò detto, come posso descrivere – io – quella “mela”? Beh, innanzitutto: sforzatevi, ogni giorno, di trovare buoni esempi da seguire e seguiteli. Qualsiasi cosa facciate, qualsiasi parte del mondo stiate calpestando, circondatevi di positività e di ciò che vorreste diventare.

Ebbene, ecco la mia declinazione di bellezza e buone azioni: ciò che riteniamo di voler diventare, l’irraggiungibile che si trasforma in desiderio, in un fascio di luce che vogliamo raggiungere a tutti i costi e che, proprio perché tanto desiderato, può diventare realtà. Basta impegnarsi. Basta volerlo.

Qualsiasi cosa facciate o desideriate fare, ricordatevi che il modo migliore per migliorarsi e crescere è di circondarsi di buoni esempi, di figure – non necessariamente in carne ed ossa, ma anche idealizzate – che rappresentino l’apice della rappresentazione del vostro ideale. Eliminate la mediocrità. Questo ho provato e continuo a fare io.

È un po’ come fare running: migliori la tua resistenza, incrementi le tue performance di giorno in giorno e, allo stesso tempo, elimini le tossine gettando sudore per strada. Cosa succederebbe se tale formula venisse applicata alla nostra vita quotidiana? Più idee positive, una via maestra da seguire e che noi stessi abbiamo scelto, meno relazioni nocive, meno problemi da risolvere ma più condizioni da migliorare. Insieme.

Vi ho detto che l’ho fatto anche io, no? Ecco, sì. È un percorso graduale, fatto di piccoli passi quotidiani che creano quello che Darren Hardy ha chiamato the compound effect (l’effetto composto). Non posso di certo dire di aver raggiunto l’obiettivo, ma ho cominciato a correre.

Circondatevi di persone più brave di voi che, sul posto di lavoro, a scuola o all’università, possano essere uno stimolo quotidiano a fare sempre più e a migliorarsi. A diventare i migliori.
Evitate coloro che vi osannano, che dicono “quanto sei bravo” e magari osservano di voi solo la parte più superficiale, senza neanche interessarsi alla vostra totalità.
Circondatevi di persone che non vi chiedono nulla ma che, senza un’apparente ragione, vi donano un gesto di amicizia e vicinanza, una parola in più e un sorriso.
Evitate coloro che non perdono occasione di puntare l’indice contro di voi, provando a demolire ogni vostra idea, ogni progetto e ogni desiderio.
Circondatevi di chi ha poche risposte e tante domande, perché non si è mai troppo sicuri di essersi posti i giusti quesiti prima di qualsiasi cosa.
Evitate coloro che hanno una risposta a tutto e che non mettono mai in discussione nulla, se non le idee degli altri.
Circondatevi di persone che trovano un momento per voi, che sia un messaggio, una telefonata o un caffè.
Evitate coloro che spariscono per mesi, anche a fronte di vostri solleciti, per poi tornare come se nulla fosse.
Circondatevi di coloro che sanno ascoltare ma che non mancano di proferire parola. Solo i muri e le montagne generano l’eco della nostra voce.

Ma soprattutto, trattate gli altri come voi vorreste essere trattati. Agite come se tutto dipendesse dalle vostre scelte.

Un elenco che si presterebbe ad una infinita interpretazione di ciò che sia da evitare e cosa no. Questo lo lascio a voi, ovviamente, e alla vostra sensibilità.

Ciò che deve essere chiaro è che non basta circondarsi di bellezza ma bisogna mettersi a correre. Agire per suscitare nel prossimo uno stimolo positivo a fare altrettanto. Agire significa anche fare delle scelte di fondo, come quella di dare o meno spazio, visibilità e potere a chi calpesta la dignità, a chi è agli antipodi di quella bellezza e di quelle buone azioni di cui sopra.

Una società avvelenata può trovare il proprio antidoto solo lì dove ciò che nuoce ha trovato la propria origine. Bellezza e buone azioni sono la mappa e il piccone per trovare quel tesoro inestimabile che si chiama etica.

Che l’etica possa essere l’elemento mancante e che tutti noi possiamo diventare un collettivo di ricercatori di bellezza e pionieri di buone azioni.

A Palestinian child can be seen outside her home in the poverty-stricken quarter of Al-Zaytoon in Gaza City on 29 September 2014 [Ezz Zanoun/Apaimages]

Navigando su internet ho trovato questo video.

È un video che ho realizzato più di 9 anni fa.*

Il tema della povertà, della solidarietà e dell’abbattimento delle barriere sociali è ancora forte. Forse più di 9 anni fa.

Quanto ci siamo impegnati, in questi 9 anni, per raggiungere anche solo uno degli obiettivi che auspicavo?

Forse nessuno. O forse, siamo andati nella direzione opposta.

La lotta verso il più sfortunato dilaga in Italia. Dalla Sea-Watch alla xenofobia senza ritegno da parte della politica al governo del Paese.

Quanti anni ancora passeranno prima di invertire la tendenza? Altri nove? Speriamo di no.

*video realizzato in occasione delle Olimpiadi Internazionali della Multimedialità di Melfi (vincitore – 4° posto ex aequo)

Fino al 4 marzo, pensaci.

Una taverna di idiozie

Paola Taverna è una di quelle che, in caso di un governo a guida 5Stelle, rischia (e non uso questo termine senza un motivo) di diventare Ministro.

Ora, credo che le basi del diritto siano necessarie per poter fare politica (Di Maio si è fermato all’esame di Diritto Costituzionale, per dire) e conoscere le funzioni di una direttiva europea e di un regolamento europeo, ad oggi, è fondamentale. Giudicate voi se la Taverna ne sia a conoscenza.

Il Governo italiano ha recepito una direttiva europea (2015/720) circa la limitazione dell’uso dei sacchetti di plastica e l’obbligo di quelli, invece, biodegradabili.

In che guaio finiremmo con al Governo gente del genere? Mi vengono i brividi.