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L’umanità che fa bene

Il nuovo video dei Radicali Italiani sulla campagna Ero straniero. Guardate. Condividete.

Perché sul mio blog c’è tutto eccetto ciò che non serve

Ho deciso di ridurre all’essenziale il mio blog. Tutto bianco, solo un piccolo menù in alto e poi il testo, centrale, in primissimo piano.

La scelta non è casuale. È una scelta politica. 7 anni fa, creai questo blog con l’intento di esprimere, con tutta la calma e la chiarezza possibile, i miei pensieri. Ed è da quelli che voglio ripartire e quelli voglio siano gli unici in risalto qui.

Niente più elementi di disturbo. Niente di alternativo o parallelo ai contenuti.
Solo quello che scrivo. Perché se visitate il mio blog, che è un po’ la mia casa virtuale, io vi accolgo e vi porto ciò che di più prezioso ho: le mie idee.

The present

Mi sono imbattuto in questo video per caso, all’inizio l’ho guardato con un po’ di sufficienza, pensando fosse uno di quei video denuncia che circolano su Internet, era corredato da un titolo fuorviante “la Disney ha offerto un posto di lavoro al ragazzo che ha realizzato questo video” e poi “3 minuti di realtà”.

L’ho visto fino alla fine. Mi ha strappato un sorriso di stupore misto a commozione. Guardatelo.

A morte il Senato! Viva il Senato!

Prima si presenta al Paese una riforma costituzionale che prevedeva la soppressione del Senato; oggi, gli stessi che quella riforma l’avevano partorita assicurano che la legge sulla legittima difesa verrà cambiata al Senato.

Sono caduto dalla sedia.

Stepchild adoption, se in Italia i giudici sostituiscono i politici

Oggi su SpicyView un mio articolo circa l’importanza del ruolo dei giudici nel riconoscimento delle adozioni gay. Lì dove la politica non riesce ad arrivare, a causa dei continui compromessi al ribasso, arriva la giurisprudenza.

Riformiamo i CV

Ieri, su Gli Stati Generali, ho scritto un post circa le dichiarazioni di Poletti sui CV e il calcetto.

Due considerazioni e una proposta. Trovate tutto qui. Oppure di seguito.


“Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum”.

Questa è la frase incriminata di Giuliano Poletti, il Ministro del Lavoro del Governo Renzi, prima, e del Governo Gentiloni, ora.

Interrogandomi sul significato di tale affermazione, volendo, anche solo per un secondo, abbandonare il terreno della polemica, non ho trovato alcuna interpretazione positiva a riguardo.

Pare evidente il messaggio del Ministro: per trovare un lavoro servono conoscenze dirette, nate possibilmente al di fuori del rapporto di lavoro, anche grazie ad eventi casuali, come fare un pallonetto ad un imprenditore con addosso la maglia della sua squadra del cuore.

Per quanto si cerchi di giustificare o addolcire tale concetto, il suo gusto amaro non accenna minimamente a scomparire, facendosi addirittura più aspro per coloro che conoscenze dirette non ne hanno e non ne potrebbero avere, perché magari il lavoro a cui aspirano non consente un facile contatto diretto con il proprio potenziale datore di lavoro.
Perché a “calcetto”, parafrasando il Ministro, ci puoi giocare con l’imprenditore dell’azienda della tua città, ma se aspiri, anche poco, a lavorare presso una multinazionale, tale tecnica difficilmente la si potrà mettere in pratica. Certo, se sognate di lavorare in Google o Facebook, fate il borsone e volate in California, con la speranza di beccare in pantaloncini e calzettoni Larry Page o Mark Zuckerberg.
Ma un’ulteriore idea malsana del mercato del lavoro ricavabile da quell’affermazione porta ad una domanda: perché possono aspirare ad un posto di lavoro solo coloro che hanno un rapporto di fiducia (leggere conoscenza diretta) con un imprenditore? E un figlio di nessuno, privo di tale “fortuna” ma magari molto più competente? Destinato a rincorrere un palla di fieno, piuttosto che una palla da calcio.

Se dalle parole dell’ex Presidente di Legacoop si vuole trarre spunto per una riflessione lungimirante, allora forse dovremmo ragionare su come rendere i Curriculum Vitae davvero potenziali per la ricerca del lavoro. Un’idea potrebbe essere quella di far sparire dai CV tutti i dati “discriminanti” del candidato, lasciando solo quelle informazioni utili per capire se si è idonei o no per quel tipo di lavoro. Via dati anagrafici, solo informazioni circa la formazione e le esperienze lavorative precedenti e un contatto. Ricordandoci che l’uguaglianza sostanziale, presente nella nostra Costituzione, passa da un concetto semplice: sono le nostre scelte e le nostre esperienze che fanno di noi ciò che siamo, non un cognome pesante, l’età più o meno giovane, la provenienza geografica o il genere sessuale. O, addirittura, la nostra passione per il calcetto del venerdì.

Un video realizzato dai Radicali smonta ogni singolo luogo comune sull’Europa. Sono i principali argomenti degli euroscettici utilizzati per demonizzare l’Unione europea e auspicare il ritorno agli stati nazione.

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