Categoria: Post-it

L’ora più dolce prima d’essere ammazzato

La Sanità è il nuovo “parco giochi” per gli hacker

Assieme a Michele Pierri – direttore di Cyber Affairs – ho scritto un articolo per Formiche.

Tema: la cybersecurity ai tempi della Sanità digitale. Come la sicurezza informatica interessa il settore sanitario e quali sono le prospettive future. In occasione della X Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici, abbiamo colto l’occasione per fare il punto.

Lo trovate qui.

Giocarsi il futuro. Alle slot-machine

Girando in Rete ho trovato questo sito, realizzato dal Gruppo Espresso. Un database che riporta i dati relativi al gioco delle slot-machine. Macchine macinasoldi. Questo lo sapevamo.

Commenti non possono essere fatti, così, su due piedi. È opportuno chiedersi come e perché le persone trovino nelle VLT un’àncora a cui aggrappare il proprio destino. La crisi economica? Sempre lei? Forse. O anche l’ormai persa speranza nel contesto sociale in cui si vive, spogliato di ogni potenzialità e suggestione tale da accattivare l’ingegno e l’impegno nel costruirsi o ricostruirsi un futuro.

Lo trovate qui.

Io, dal canto mio, rimango impressionato dal dato della mia cittadina, Noci, in provincia di Bari. Un comune di 19221 abitanti: 733€ pro-capite giocati, nel 2016. Ora, non tutti i cittadini giocano, chiaramente, perciò la spesa “reale” per colore che giocano, per davvero, è molto più elevata e forse fa spavento. Fanno già spavento quei 700 e più euro a capoccia. Figurarsi il resto.

Via tutto. Torna l’essenziale.

Sì, lo so cosa state pensando, voi impavidi malcapitati su questo blog: “questo cambia il blog in base a come si alza la mattina”. Beh, devo esservi sinceri, è stata una necessità che si è fatta virtù.

Intoppi nel codice mi hanno impedito di tenere in piedi l’ultima struttura utilizzata fino a qualche giorno fa ed ora, dopo attenta riflessione, ho deciso di tornare all’essenziale, perché volevo rispecchiasse un po’ il periodo che sto vivendo: dare peso all’essenziale, a ciò che davvero ha valore. Su questo blog, come vi è parso di aver compreso, il valore lo hanno i pensieri, le parole, i caratteri utilizzati per raccontare. Ed è a quello che voglio puntare. Di nuovo.

Spero possiate comprendere e che, in un certo senso, possiate trovarvi comodi. Certo, un po’ freddo, all’apparenza, ma c’è altro per riscaldarsi un po’, tipo le idee. Quelle sì che sono calde, appena sfornate.

Diversi di voi hanno commentato, in questi anni, qui. Molti lo hanno fatto, invece, sui social. In un certo senso questo blog esiste ed esisterà fino a quando avrò qualcosa da dire. Non sarà mai un “biglietto da visita” statico. Per quello ci sono i social come LinkedIn, per dire.

Ripartiamo. Sperando di non dover tornare dal sarto, anche perché, a dirla tutta, i vestiti al blog li cucio io e mi è finito il cotone e pure gli aghi.

Diamo i numeri: 68 proposte da 9 democratici 20enni

SESSANTOTTO (68) proposte. Siamo quasi al programma dell’Ulivo.
Concrete. Niente fuffa e niente slogan. Sono alcune delle risposte che la mia generazione attende da tempo e che noi, in quanto rappresentanti diretti di quella generazione in politica, abbiamo il dovere di sostenere e chiederne la concretizzazione.
Oggi Il Foglio riporta le nostre proposte.
Ci siamo io, Ludovica, Matteo, Federica, Francesco, Michele, Gaia, Luca e Alberto.
Siamo dirigenti dei GD, consiglieri comunali, studenti, lavoratori, disoccupati.
Siamo ognuno di coloro che vogliamo rappresentare.
Siamo semplicemente il contrario di sagome da palco.
Politica. Semplicemente questo.

Leggi l’articolo de Il Foglio

 

 

Di cose nazionali e di territorio (e altro)

Ho rilasciato un’intervista al quotidiano online della mia città, Noci24.it, riguardo quello che è stato il 21 ottobre, durante la Direzione nazionale dei GD e dei vari congressi celebrati sul territorio.

Uno sguardo alle Politiche e alle Amministrative e altro. Se volete, la trovate qui.

L’umanità che fa bene

Il nuovo video dei Radicali Italiani sulla campagna Ero straniero. Guardate. Condividete.

Perché sul mio blog c’è tutto eccetto ciò che non serve

Ho deciso di ridurre all’essenziale il mio blog. Tutto bianco, solo un piccolo menù in alto e poi il testo, centrale, in primissimo piano.

La scelta non è casuale. È una scelta politica. 7 anni fa, creai questo blog con l’intento di esprimere, con tutta la calma e la chiarezza possibile, i miei pensieri. Ed è da quelli che voglio ripartire e quelli voglio siano gli unici in risalto qui.

Niente più elementi di disturbo. Niente di alternativo o parallelo ai contenuti.
Solo quello che scrivo. Perché se visitate il mio blog, che è un po’ la mia casa virtuale, io vi accolgo e vi porto ciò che di più prezioso ho: le mie idee.