Via tutto. Torna l’essenziale.

Sì, lo so cosa state pensando, voi impavidi malcapitati su questo blog: “questo cambia il blog in base a come si alza la mattina”. Beh, devo esservi sinceri, è stata una necessità che si è fatta virtù.

Intoppi nel codice mi hanno impedito di tenere in piedi l’ultima struttura utilizzata fino a qualche giorno fa ed ora, dopo attenta riflessione, ho deciso di tornare all’essenziale, perché volevo rispecchiasse un po’ il periodo che sto vivendo: dare peso all’essenziale, a ciò che davvero ha valore. Su questo blog, come vi è parso di aver compreso, il valore lo hanno i pensieri, le parole, i caratteri utilizzati per raccontare. Ed è a quello che voglio puntare. Di nuovo.

Spero possiate comprendere e che, in un certo senso, possiate trovarvi comodi. Certo, un po’ freddo, all’apparenza, ma c’è altro per riscaldarsi un po’, tipo le idee. Quelle sì che sono calde, appena sfornate.

Diversi di voi hanno commentato, in questi anni, qui. Molti lo hanno fatto, invece, sui social. In un certo senso questo blog esiste ed esisterà fino a quando avrò qualcosa da dire. Non sarà mai un “biglietto da visita” statico. Per quello ci sono i social come LinkedIn, per dire.

Ripartiamo. Sperando di non dover tornare dal sarto, anche perché, a dirla tutta, i vestiti al blog li cucio io e mi è finito il cotone e pure gli aghi.

Diamo i numeri: 68 proposte da 9 democratici 20enni

SESSANTOTTO (68) proposte. Siamo quasi al programma dell’Ulivo.
Concrete. Niente fuffa e niente slogan. Sono alcune delle risposte che la mia generazione attende da tempo e che noi, in quanto rappresentanti diretti di quella generazione in politica, abbiamo il dovere di sostenere e chiederne la concretizzazione.
Oggi Il Foglio riporta le nostre proposte.
Ci siamo io, Ludovica, Matteo, Federica, Francesco, Michele, Gaia, Luca e Alberto.
Siamo dirigenti dei GD, consiglieri comunali, studenti, lavoratori, disoccupati.
Siamo ognuno di coloro che vogliamo rappresentare.
Siamo semplicemente il contrario di sagome da palco.
Politica. Semplicemente questo.

Leggi l’articolo de Il Foglio

 

 

Perché sul mio blog c’è tutto eccetto ciò che non serve

Ho deciso di ridurre all’essenziale il mio blog. Tutto bianco, solo un piccolo menù in alto e poi il testo, centrale, in primissimo piano.

La scelta non è casuale. È una scelta politica. 7 anni fa, creai questo blog con l’intento di esprimere, con tutta la calma e la chiarezza possibile, i miei pensieri. Ed è da quelli che voglio ripartire e quelli voglio siano gli unici in risalto qui.

Niente più elementi di disturbo. Niente di alternativo o parallelo ai contenuti.
Solo quello che scrivo. Perché se visitate il mio blog, che è un po’ la mia casa virtuale, io vi accolgo e vi porto ciò che di più prezioso ho: le mie idee.

The present

Mi sono imbattuto in questo video per caso, all’inizio l’ho guardato con un po’ di sufficienza, pensando fosse uno di quei video denuncia che circolano su Internet, era corredato da un titolo fuorviante “la Disney ha offerto un posto di lavoro al ragazzo che ha realizzato questo video” e poi “3 minuti di realtà”.

L’ho visto fino alla fine. Mi ha strappato un sorriso di stupore misto a commozione. Guardatelo.