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La grande (in)capacità

Entrando su facebook, questa mattina, ho trovato un post di un mio amico della rete, il quale mi segnalava una vicenda a dir poco squallida, tra un deputato PD e alcuni cittadini, sempre sul social network sopra citato.
Si discute degli scontri in Val di Susa e della presenza dei Black Bloc, confermato dalla polizia e dalla parte pacifista dei manifestanti. Fin qui tutto bene, ma se entriamo nei particolari, troviamo una caduta di stile, che più che caduta, sembra uno sprofondamento abissale, sul comportamento cardine, che ogni parlamentare (almeno), dovrebbe seguire e fare proprio.
Su “Lettera Viola”, viene riportata la vicenda tra Stefano Esposito, deputato PD del Piemonte, il quale ritiene legittimo offendere singoli cittadini che esprimono il proprio parere su questioni di grande rilevanza, come la TAV e i privilegi parlamentari. Qui l’articolo.
Se dovessi esprimere una mia opinione sull’accaduto, ritengo inaccettabile un comportamento di questo genere, ne da un parlamentare, ne da un comune cittadino. Qui si parla di difendere i principi della nostra Costituzione: libertà di pensiero e di parola. “Fallito” è chi non ha la capacità di dialogo, pur ricoprendo un ruolo di così grande importanza. La politica, e quindi la persona che esercita questo dovere, deve ritrovare quella grande capacità di mettersi a confronto con i cittadini, ponendo in discussione tutto e tutti, ma senza attaccare nessuno. Dovremmo ritornare a quei principi delle poleis greche, dove le assemblee avevano una disposizione ciclica ed ognuno parlava, senza interrompere nessuno (vedi talk show) e con il rispetto verso chi la pensa diversamente da se.
Navigando sul sito del parlamentare in questione, saltano fuori, come un pugno in un occhio, i toni polemici che vengono utilizzati su pareri, proposte democraticamente presentate da parte di altri esponenti di partito, come quella di Ignazio Marino, in merito al referendum popolare sulla TAV: “Il Senatore Ignazio Marino deve essersi svegliato da un lungo letargo“, ribadendo la necessità di rispettare la linea di partito, “Sarebbe consigliabile evitare di parlare di cose che non si conoscono o quanto meno informarsi prima sulla posizione del proprio partito“. Come militante del PD e come esponente della giovanile di partito, a livello territoriale, vorrei vedere parlamentari ribadire un rispetto dell’unità su temi di forte rilevanza, più della TAV, come la scuola, l’università e la ricerca, che magari potrebbero contribuire, se sviluppate, la nascita di nuove tecnologie, migliori della TAV, che accontentino tutti. La necessità di trovare una linea unica e condivisa o la si evidenza sempre, oppure no. Non è un optional.
Con le polemiche non c’è serietà, ma solo protagonismo ossessivo e violento. I cittadini, di questo, se ne stanno accorgendo, faremmo bene a prendere esempio dalla base, anzi, io mi sento alla base.