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Sò tutt’ na maner!

Quante volte, ci sentiamo dire “sono tutti uguali”, “è tutto uno schifo”? Tante volte, molte di queste sono strumentalizzate, sono offuscate da slogan di campagna elettorale, da parte di chi costruisce il proprio consenso sull’ingiuria e sulle offese, sul qualunquismo e sul disfattismo.

“Sò tutt’ na maner!”, dice un vecchio signore passeggiando con un suo amico per le vie di un paese del Mezzogiorno, in questo caso pugliese.

Ma è veramente così? È giusto tirare tutti nel calderone? Nessuno escluso e magari senza un giusto processo? No, non è giusto. È la cosa più sbagliata che si possa fare. Il non conoscere le realtà, il non saper cogliere il giusto da un marciume che sì, è dilagante, ma è fuso con chi intende la politica vero servizio civile, alla comunità.

Chi non ha contenuti, chi marcia sullo scontro e sulle offese, scomparirà con la stessa velocità con cui è cresciuto nei sondaggi, perchè non potrà essere un VAFFANCULO a cambiare l’Italia. Chi come me, ogni giorno, cerca di costruire qualcosa per il bene comune, chi si spende con passione e dedizione, deve combattere quotidianamente con tanti muri sordi, invigoriti dalla rabbia che bolle nei loro corpi, alimentati dal megafono della strategia pseudo-rivoluzionaria.