Cucchi. Un caso assurdo.

Il caso Cucchi dovrebbe farci vergognare. Tutti. Come italiani e  come persone per bene che credono nella giustizia.

Ogni giorno sogniamo di essere un Paese sempre più europeo; di essere un Paese all’avanguardia in tutto; di essere un Paese che non debba vergognarsi di nulla davanti al mondo intero.

Poi succede che Stefano, secondo i periti interpellati dal gip, sia morto di epilessia, piuttosto che per il massacro che ha subito ad opera di alcuni poliziotti – dal giorno del suo arresto, il 15 ottobre del 2009, fino al 22 dello stesso mese – a Regina Coeli.

Una situazione vergognosa che fa sprofondare l’Italia ai livelli di quei paesi con i quali, oggi, facciamo la voce grossa, tipo l’India o, peggio, l’Egitto, con il caso Regeni e le prove false che vengono propinate dagli investigatori egiziani a quelli italiani.

Un Paese che mette in opera un depistaggio, ai danni di una famiglia disperata che cerca la verità sulla morte di un figlio e di un fratello, è un Paese che mi fa paura.

Vicinanza massima a Ilaria Cucchi e alla sua famiglia. E vicinanza anche a tutti coloro, che come me, hanno paura di un Paese che si dimostra incivile e privo della dignità che solo la Giustizia può dare.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Davide Montanaro

Posted by Davide Montanaro

Classe 1993. Laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” nel 2017, con una tesi in Diritto Costituzionale comparato sulla salvaguardia dei Diritti fondamentali e della Privacy nella Rete e la tutela dei Nativi Digitali. È stato tra i 16 vincitori tra Europa, Medio Oriente e Africa, nel 2017, della Google Policy Fellowship su Privacy e Cyber-security. Attualmente è praticante avvocato su Data Protection e Cyber-security. Segretario metropolitano dei Giovani Democratici Terra di Bari e membro della Direzione nazionale GD.