Via tutto. Torna l’essenziale.

Sì, lo so cosa state pensando, voi impavidi malcapitati su questo blog: “questo cambia il blog in base a come si alza la mattina”. Beh, devo esservi sinceri, è stata una necessità che si è fatta virtù.

Intoppi nel codice mi hanno impedito di tenere in piedi l’ultima struttura utilizzata fino a qualche giorno fa ed ora, dopo attenta riflessione, ho deciso di tornare all’essenziale, perché volevo rispecchiasse un po’ il periodo che sto vivendo: dare peso all’essenziale, a ciò che davvero ha valore. Su questo blog, come vi è parso di aver compreso, il valore lo hanno i pensieri, le parole, i caratteri utilizzati per raccontare. Ed è a quello che voglio puntare. Di nuovo.

Spero possiate comprendere e che, in un certo senso, possiate trovarvi comodi. Certo, un po’ freddo, all’apparenza, ma c’è altro per riscaldarsi un po’, tipo le idee. Quelle sì che sono calde, appena sfornate.

Diversi di voi hanno commentato, in questi anni, qui. Molti lo hanno fatto, invece, sui social. In un certo senso questo blog esiste ed esisterà fino a quando avrò qualcosa da dire. Non sarà mai un “biglietto da visita” statico. Per quello ci sono i social come LinkedIn, per dire.

Ripartiamo. Sperando di non dover tornare dal sarto, anche perché, a dirla tutta, i vestiti al blog li cucio io e mi è finito il cotone e pure gli aghi.

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