La politica è conflitto.

La politica è conflitto. Un concetto chiaro quanto declinabile in tanti modi. Può esserlo sul piano personale (e capita spesso), così come sul piano delle idee e della visione delle cose. Ecco, se devo scegliere quale sia la mia idea di conflitto, non posso che tendere verso quest’ultima.

Oggi si è insediata la commissione politica nazionale, l’organo politico che, nella nuova fase congressuale dei Giovani Democratici, avrà il compito di disegnare il futuro tracciato politico dell’Organizzazione. Un tracciato che travolge i punti nevralgici dell’agire nella Cosa Pubblica e che sarà il frutto di un lavoro collegiale e che coinvolgerà tutti i territori. Un lavoro che si inserisce nel processo avviato dal Partito Democratico e dal Segretario Nicola Zingaretti, volto a scuotere il partito attraverso un “congresso delle idee”. Con onore ed emozione, presiederò questa commissione.

Un gruppo di persone valorose, con una forte inclinazione alla discussione e all’elaborazione politica. Il momento congressuale che attende i Giovani Democratici è di fondamentale importanza per consentire a noi tutti di immaginare, nuovamente, la nostra azione politica, su tutti i fronti. Ma non si può raggiungere questo obiettivo senza una grande discussione su quale debba essere la posizione dell’Organizzazione nel mondo, riguardo i conflitti sociali, politici e generazionali.

Ecco, se devo dirla con la parola che più di tutte è emersa con forza dalla discussione di oggi, direi che ci serve il CORAGGIO. Dobbiamo essere coraggiosi perché tocca a noi esserlo. Dobbiamo essere coraggiosi perché dalle nostre scelte, dal nostro impegno dipende il futuro della società dei 20/30 anni e forse più.

I compagni di viaggio sono eccezionali e voglio ringraziarli, ad uno ad uno, per l’impostazione seria e collegiale che abbiamo saputo costruire sin da subito: Giulia Iacovelli, Tommaso Sasso, Enrico Verdolini, Lisa Vadini, Diego Cavallucci, Giovanni Biagi, Marco Pelizzari, Michael Musto, Stefano Bargiacchi, Bruno Concas, Antonino Carbonello, Davide Patrone, Giulio Profeta, Stefano Pelloni.

Questa commissione è solo la punta di un albero con tanti rami e solide radici. E se le radici sono la storia della nostra Comunità politica, i tanti rami sono i territori, dalle unioni regionali alle federazioni, passando per i circoli.

Tutti quanti saremo chiamati a prendere parte attiva all’elaborazione della visione politica della nostra Organizzazione giovanile.

Ancora grazie a tutti coloro che hanno avuto fiducia nel sottoscritto. E grazie a questa Organizzazione politica. Auguro ai Giovani Democratici di guardare al proprio futuro con speranza e forza. Che questo congresso sia un appuntamento fondamentale per la nostra comunità e le nostre persone.

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