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Il risultato dell’inciucione (e quindi del governissimo)

Ecco i sondaggi di Tecnè per SkyTG24 di oggi. Aggiungo alle immagini (sconfortanti) un solo messaggio: il centrosinistra, questo tonfo, se lo merita. Ma se lo meritano ancora di più i responsabili veri di questo sfacelo. I soliti noti, per intenderci.

La crisi del PD che fa bene al PD

Via Sant’Andrea delle Fratte n.16 si è trasformata nella nuova Aquila. Con tutto il rispetto per l’Aquila e per i suoi cittadini.

Dopo le dimissioni di Bersani e dell’intera Segreteria Nazionale, per il PD c’è solo da guadagnare.
Premetto che non sono un renziano e mai lo sarò – questa logica delle correnti è il motivo per cui siamo arrivati a tanto – e non sono stato mai un bersaniano, per intenderci.

Il mio vuole essere un messaggio convinto e non di convenienza: il PD non deve spaccarsi, perchè spaccandosi ci ritroveremo sempre i soliti, pronti a riciclarsi sotto nuovi simboli e nuovi falsi ideali. Questa crisi al PD può fare solo bene, perchè mette con le spalle al muro chi per anni ha pensato di essere indispensabile per il partito e soprattutto spazza via i portatori di gloria e nel PD ce ne sono a bizzeffe.

Sono un nativo democratico e per questo non sopporto l’idea che il più grande partito riformista possa fare una brutta fine, causata da interessi di pochi, a discapito di molti.

Scorgere in fondo la luce del congresso non è da poltronisti o da sciacalli. Se vogliamo salvarlo, questo partito, dobbiamo utilizzare gli strumenti che sono nel suo DNA, strumenti di democrazia interna. Dopo ciò, mi auguro di non vedere più certe facce al tavolo della presidenza. Giusto per buon costume.

Gordon Ramsay al PD

Immaginate il PD come un ristorante e gli attuali dirigenti come dei camerieri e dei cuochi che da anni si muovono in cucina per dar da mangiare ai loro clienti (gli elettori). Posso comprendere che l’esempio del “dar da mangiare” può essere fuorviante, ma immaginate un cibo che arriva a tavola freddo, un servizio ormai “old-style”, soprattutto nel vedere Fioroni con il grembiulino che esce di nascosto per andare al locale di fronte, quello di Monti, cercando disperatamente di unire le due attività. Immaginate voi.

Un giorno arriva Gordon, si presenta, saluta D’Alema, il caposala, i camerieri presenti, Finocchiaro, Latorre, Franceschini e Veltroni, ormai in pensione ma nostalgico del posto e quindi sempre presente. Entra in cucina, trova il capocuoco, Bersani, suda, fuma il sigaro in cucina. Gordon Ramsay l’osserva e comincia a trascinarlo per tutta la cucina, cercando di fargli capire che Fassina si perde tra i fornelli e che è tutto da cambiare. Bisogna cambiare corso, bisogna cercare di ridare una rinnovata al metodo e non solo al locale. Bene, immaginate una puntata di Hell’s Kitchen e fatevi un’idea di come potrebbe essere il PD trasformato da Gordon. Immagino che qualcuno di voi possa pensare che sia una cretinata, forse lo è, ma immaginate. Come vorresti che sia rinnovato il PD, facciamo finta che la puntata si concluda prima della soluzione offerta dal famoso chef e commentate qui sotto, vediamo cosa vorreste nel Partito Democratico, per considerare quest’ultimo un “locale” di nuovo in corsa.

PS: a commentare non ci vuole niente, non siate prevenuti.

La politica subisce, ad ogni elezioni, una sorta di ibernazione. Ad essere ibernati sono, prima di tutto, alcuni soggetti politici bocciati da queste elezioni. Su quello penso in toto sulle elezioni ho già scritto, ma spero solo che il messaggio sia chiaro. Bisogna cambiare rotta e ad ogni livello il Partito Democratico deve lasciare spazio alle nuove generazioni. Spero che durante il congresso possa esserci un vero passaggio di consegne e chi ha già dato, faccia un passo indietro.

Un doodle per l’Italia che cambia

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Google festeggia a suo modo, queste elezioni che, inevitabilmente, segneranno un passaggio storico, importante per l’Italia e che condizionerà lo scenario europeo.

Da queste elezioni sapremo se l’Italia assumerà un atteggiamento riformista o conservatore in politiche economico-sociali e in campo europeo, dove la partita è ancora aperta e dove i poteri forti degli stati economicamente più potenti mettono a repentaglio la solidarietà tra i popoli, essenza fondamentale che i padri fondatori dell’Europa, in senso politico, hanno garantito.

Per chi ha già votato, buon proseguimento di giornata. Per chi deve andare a votare, buon voto. Per chi è indeciso, andate a votare! Ne va della democrazia di un Paese, quale il nostro e l’arma invincibile è proprio quella X su un simbolo che presto sarà accompagnato dal nome del vostro candidato prescelto.

Botta e risposta tra Berlusconi e Bersani alla luce della vendita di La7 e dell’acquisto dell’azienda, fino ad ora nelle mani di Telecom, da parte di Cairo.

Il convegno tenuto al Teatro Regio di Torino dall’Alleanza dei Progressisti Europei. I più importanti leader europei del panorama progressista si sono riunioni nella città del Lingotto per delineare il futuro dell’Europa e per supportare Pierluigi Bersani al governo del Paese.

Il segretario del Pd: “Destra irresponsabile, noi avanti con moralità e lavoro”

Intervento integrale del segretario del Pd alla Camera durante le dichiarazioni di voto finale sul provvedimento di riduzione dei costi della politica.