Debora contro Golia

Debora Serracchiani, europarlamentare del PD, diventata nota a livello nazionale nel partito dopo il suo intervento all’Assemblea Nazionale dei circoli del PD del 21 marzo 2009, candidata al Parlamento Europeo con un boom di preferenze, catapultandola a Bruxelles.

Ora Debora è il nuovo Presidente del Friuli-Venezia Giulia, un testa a testa da togliere il fiato, una Debora contro Golia, dove il Golia era la crisi del Partito Democratico, ma alla fine il risultato c’è stato ed è quello di una politica che deve ripartire dai volti, per intrecciarsi con le buone idee per un maggior coinvolgimento dei cittadini alla Cosa Pubblica.

A Debora vanno i miei auguri di buon lavoro. Forza!

Il tempo dell’unità

Mi compiaccio quando vedo gente che la pensa come me, sopratutto quando questi sono ad un livello più alto e riescono a fungere da “altoparlanti” verso la classe dirigente attuale. Di cosa sto parlando: ovviamente di politica e ovviamente dell’azione comune che Civati, la Serracchiani e tutti gli aderenti a “Il nostro tempo” stanno portando avanti. Che si scherzi sul fatto che risulterebbe essere una pseudo-corrente, la 17^, per l’esattezza, non duole alla pancia, se di satira si tratta, ma che si possa scherzare su un fatto reale come questo, mi lascia alquanto amareggiato, non tanto per la battuta, ma per la reale situazione in cui vive il PD.
Mi chiedo cosa comporterebbe se, in un futuro non molto remoto, il Partito Democratico che risulta, ad oggi, il primo partito in Italia, andasse al governo di questo Paese. Un ministero per corrente? E gli alleati? Sinceramente spero che il PD, a livello nazionale, trovi la giusta via, cosa che incomincia ad intravedersi, grazie al lavoro, di non poco conto, del Segretario Bersani, unico, al momento, in grado di tenere unito il partito sulle diverse tematiche.
Cosa buona e giusta, direbbe qualcuno, vedere le nuove generazioni pretendere spazio, certo! Cosa altrettanto buona sono le convention organizzate per proporre temi, argomenti e problemi al vaglio dell’opinione pubblica. Ma cosa non rende questi movimenti, due tra questi, quelli di Civati, per l’appunto, e quello di Renzi “il rottamatore”, non credibili? Il modo con cui alcune cose vengono esplicate.
Presi gli argomenti trattati dal sindaco fiorentino, analizzati su un piano puramente politico e senza troppe emozioni al seguito, hanno come risultato un plebiscito di consensi, parlando di cambio generazionale, politiche sociali al passo con i tempi, per non parlare di quelli di Civati e della Serracchiani, dove basta vedere chi ha organizzato, per scorgere un bagliore di speranza in tutto ciò. Non che io sia un “Democratico per davvero” o un “civatiano”, ma penso che se il partito fosse pieno di tanti civati, serracchiani e giovani disposti a tutto pur di servire il proprio Paese e il proprio territorio, al PD si interesserebbero oltre il 50% dei cittadini.
E se a darci conferma del disastro attuale, arriva la notizia del possibile aumento dell’età pensionabile a 67 anni, beh…credo proprio che un esame di coscienza dovremmo farcelo, se non riusciamo a crescere nei sondaggi, mentre il partito di B. scende e tutta quanta la fiducia al Governo, da parte dei cittadini, ha un deficit di dieci punti percentuali e più, rispetto al passato.
Dobbiamo rilanciare il partito, partendo dal contatto diretto con la gente. Se c’è un motivo per cui la politica ha perso consensi e fiducia da parte dei cittadini è perché questa non riesce a figurarsi più come ponte tra il problema e la soluzione dello stesso. Non fermiamoci mai, attendiamo con ansia un confronto serio, ricordando però, che l’errore più grande per noi nuove generazioni, sarebbe quello di fare di tutta l’erba un fascio. Non bisogna mandare via le persone per l’età fisica, ma per l’età mentale. Chi non riesce più ad offrire idee innovative per il Paese, faccia un passo indietro.

Santa Alleanza Martire

La Santa Alleanza. Che nome insolito, sembra quasi simile ad un’alleanza per una guerra santa, in nome di un popolo o in nome di un sentimento religioso ormai perso. E’ questa l’Italia che vogliamo costruire? E’ questo il modo di fare politica? Da tutto questo trambusto, l’UdC ne esce come la corteggiata che se la tira e il Partito Democratico il provolone sfigato rifiutato.

Sono molto sincero quando si parla di alleanze, non ho paura a dirlo: sogno un alleanza di centro-sinistra, pura e dura. Ma cosa dobbiamo sistemare nel nostro territorio politico? Semplice: evitare che nasca il nuovo Berlusconi della sinistra. La persona non fa la differenza, ma ciò che pesa è il modo di essere. Berlusconi se fosse stato uno di quei politici che non predicano e razzolano male, non avrebbe dato vita al berlusconismo. Le particolarità del Conte di Hard-core sono essenzialmente 3: 1) carisma; 2) grande comunicatore; 3) vittima del viagra e della papaverina. Tralasciando l’ultimo aspetto, nel centro-sinistra, attualmente, chi ha in mente di presentarsi come Presidente del Consiglio è proprio lui, Nichi Vendola. Nichi è uno dei migliori politici che la sinistra abbia attualmente. Ce ne sono pochi in grado di poter essere portavoce di una coalizione. Esempi? Solo 2, secondo me. Il primo in assoluto è Matteo Renzi, giovane, presente nella vita pubblica della sua città, tanto da arrivare ad essere il sindaco più amato d’Italia. C’è chi dice che Renzi abbia avuto il cattivo gusto di andare ad Arcore, in visita ufficiale, per chiedere aiuti per la sua città. Chi non l’avrebbe fatto? Viene prima il bene della città di cui si è primo cittadino, oppure bisogna dare priorità a logiche politiche del 1700? L’incontro ha avuto i suoi frutti: è stato istituito il fondo turistico per Firenze, ogni turista pagherà una piccolissima tassa, pari a 1€, per poter visitare la Città Fiorentina. La seconda proposta è, senza ripensamenti, Debora Serracchiani. La Serracchiani è stata una sorpresa, dopo l’assemblea nazionale dei circoli del 2009. Il punto di partenza? Piuttosto che punto di arrivo? Le Europee. Da quando lavora a Strasburgo e Bruxelles, una delle donne più amate del PD, sta lavorando con un senso di responsabilità indiscutibile. Un politico che per arrivare dov’è, è stata votata con le preferenze, cosa che invece il caro D’Alema non ha ricevuto. Ecco l’alleanza, da sogni, del futuro centro-sinistra: PD, IdV, SeL, e FdS (sempre se non decide di andare da sola, cosa da non scartare).

L’UdC ha dato tanto, si. Ha dato tanto schifo al Paese. Un partito che ne ha visti di tutti i colori (politici, ovviamente). In alcune parti d’Italia è con il centro-destra, in altre con il centro-sinistra, ad altre da sole. Ma che razza di partito è questo? Il salvatore di che? Della Patria? Per salvare il Paese servirebbe che un po’ di dirigenti cominciassero a salire sugli stessi barconi con cui, in questi giorni, tanti tunisini sono giunti a Lampedusa, e con la costa italiana alle spalle, a mai più rivederci!