Tag: new york

Mario Cuomo, un discorso storico

Era il 1984, prendeva il via la Convention Democratica che avrebbe incoronato, come candidato alla carica presidenziale, Walter Mondale. Purtroppo per lui e i democratici, la sconfitta sarà drammatica, ma in quella convention, il governatore dello Stato di New York, Mario Cuomo (morto il 1° gennaio 2015), aveva fatto la storia, con un discorso che influenzerà, di lì a 30 anni, la politica americana e, soprattutto, i Democrats.

Thank you very much.

On behalf of the great Empire State and the whole family of New York, let me thank you for the great privilege of being able to address this convention. Please allow me to skip the stories and the poetry and the temptation to deal in nice but vague rhetoric. Let me instead use this valuable opportunity to deal immediately with the questions that should determine this election and that we all know are vital to the American people.

Ten days ago, President Reagan admitted that although some people in this country seemed to be doing well nowadays, others were unhappy, even worried, about themselves, their families, and their futures. The President said that he didn’t understand that fear. He said, “Why, this country is a shining city on a hill.” And the President is right. In many ways we are a shining city on a hill.

(altro…)

de Blasio figlio dello Ius soli

L’ipocrisia italiana dilaga oltre oceano e gli italiani festeggiano un cittadino americano figlio di un principio che rinnegano.

Sono momenti importanti questi per New York: è stato scelto il nuovo sindaco della città che, dal 1° gennaio 2014, dovrà sostituire Bloomberg (prima repubblicano, poi indipendente).

Su de Blasio tutti scrivono ed io non voglio inserirmi tra questi, non credo serva, ancora. C’è un piccolo particolare che nessuno ha notato, forse, quando con un sorriso a 42 denti, dice di essere felice della vittoria di un italo-americano per la guida di una delle città più popolose e più importanti del mondo.

Italo-americano: tutti ne sono più che contenti (di certo i primi sono i New Yorkers, giusto per sottolinearlo) ma tutti si lasciano trascinare da quell’italo che fa sprofondare gli italiani in una voragine di ipocrisia mista ad arretratezza culturale.

Bill de Blasio, nuovo sindaco di New York è figlio dello Ius Soli. Forse molti questo non vogliono sentirlo, ma è così. I suoi nonni, genitori di Maria De Blasio (mamma di Bill) erano italiani, meglio ancora, italiani del Sud.
Nel 1905, Giovanni De Blasio, di origine campana, e Anna Briganti, di origina lucana, sbarcano ad Ellis Island e l’agente addetto alla registrazione dei nuovi immigrati, alla voce “razza” scrive: italiani del Sud. Ho detto tutto.

Il padre di Bill de Blasio è di origine tedesca, morto suicida a causa di una forte depressione dovuta all’alcolismo, tiene stretto il cognome della madre ufficialmente dal 2002.

Conoscere la storia di una persona ti permette di entrare in una visione delle cose diversa, più attenta ai particolari, lasciando da parte gli aggettivi e guardando all’umanità, al senso stesso di essere umano, nato nel territorio di un Paese e cittadino per nascita dello stesso.

Noi italiani siamo molto bravi a porre due pesi e due misure, tralasciando le nostre arretratezze e le nostre ipocrisie: festeggiamo la vittoria di un americano di origini italiane, americano perchè il principio dello Ius soli ha garantito un senso di civiltà a quella famiglia proveniente dal Mezzogiorno.
Se solo affrontassimo per una volta gli accadimenti con un pizzico di coerenza, avremmo dovuto dire che de Blasio non può essere americano, perchè figlio di immigrati, anche se nato negli Stati Uniti.

Oppure, cominciamo seriamente a riflettere sul caso e apriamo definitivamente e finalmente al principio dello Ius soli. Altrimenti tacciamo. Tutti.