La moralità della questione morale

(In uscita con il video-commento) In Italia si festeggiano i 150 anni dell’Unità d’Italia, mentre nel Parlamento si festeggiano i quasi 100 anni di Andreotti e le sue 16 legislature. Il baffo di D’Alema siede sulla sua seggiola da ben 7 legislature. La questione morale è riesumata ogni qualvolta ci sia il Presidente del Consiglio di mezzo. La considerazione principale della moralità deve necessariamente ricadere sulla politica, fonte prima di benessere, di sicurezza e soprattutto di esempio per la civiltà stessa.

Berlusconi si lamenta di non avere più una vita privata. Mi chiedo cosa lo freni, ancora, nel ritirarsi a vita privata e poter trombare come un riccio per i fatti suoi, magari senza minorenni. La questione morale deve toccare anzitutto il Premier, Capo del Governo e coordinatore dell’attività dei ministeri e quindi di tutte quante le riforme.

La giustificazione data dai lecchini di B. sono campate in aria: non è possibile dire che Silvio Berlusconi ha diritto di fare quello che vuole, nel privato. Berlusconi deve ricordare di essere colui che legifera, che esprime la linea politica delle riforme e bisogna rispettare i principi morali della società e del rispetto dell’uomo e della donna. Alla base di tutto c’è il rispetto e la buona educazione. Se B. sta accusando una crisi di terza età, credo che sia arrivato il momento di lasciare il posto di Presidente del Consiglio a qualcun’altro, possibilmente non Bossi.

Stracquadanio esprime la moralità della destra berlusconiana: “Vendola non ci faccia la morale, lui è gay” dice “Vendola non ci prenda per il culo lui vive orgogliosamente e legittimamente la sua condizione di omosessuale; convive con un uomo, scelta che rispetto, ma non può essere proprio lui a tenere lezioni di morale cristiana”. L’On. Stracquadanio è lo stesso che mesi fa dichiarò “Giusto prostituirsi per fare carriera”. Lascio a voi il giudizio da dare a questa persona e a tante altre come lui, ovvero, il 70% dei politici.

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Davide Montanaro

Posted by Davide Montanaro

Classe 1993. Laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” nel 2017, con una tesi in Diritto Costituzionale comparato sulla salvaguardia dei Diritti fondamentali e della Privacy nella Rete e la tutela dei Nativi Digitali. È stato tra i 16 vincitori tra Europa, Medio Oriente e Africa, nel 2017, della Google Policy Fellowship su Privacy e Cyber-security. Attualmente è praticante avvocato su Data Protection e Cyber-security. Segretario metropolitano dei Giovani Democratici Terra di Bari e membro della Direzione nazionale GD.