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Il dialogo

Dopo quasi due settimana di inattività, torno, dopo aver concluso la scuola. Ieri ho visto Annozero, l’ultima puntata di un programma che da 5 anni riempiva i giovedì degli italiani, condotto da Santoro e dal suo staff, un programma che ha visto fulmini e saette cadere sulla propria testa.
In questo momento così triste per la democrazia non ho fatto a meno di notare, con mia desolazione, che questa bagarre era intrisa di un’incapacità di autocontrollo e di eleganza che ormai sono un’opinione bella e buona per tutti i politici, tranne qualche eccezione, ovviamente.
La colpa più grande va data ai cittadini che sono ormai immuni e indifferenti dinnanzi a queste oscenità che, come ovvio che sia, arrivano anche all’esterno del nostro Paese e arrivate al di là dei confini nazionali, diventano oggetto di derisione e di critica verso l’Italia.
C’è l’incapacità del dialogo. Nessuno più riesce a far valere le risposte senza gettare insulti sugli altri e sulla povera gente. Quando un politico di destra si vede offeso, raggirato e deriso dal pubblico, dall’opinione pubblica, non pensa all’ipotetico caso di aver detto una stronzata o di aver fatto qualcosa di incoerente, tanto da far scompisciare la gente dalle risate. Niente di tutto ciò, la colpa è dei comunisti. C’è da ringraziare sul fatto che nessuno rievochi i fascisti, perchè se la sinistra chiamasse fascisti tutti coloro che sbeffeggiano le ideologie riformiste e soprattutto criticano i magistrati, veri tutori della nostra giustizia, allora non farebbero che chiamare per nome una parte politica ormai vuota di senso e di rispetto verso le istituzioni e verso il Popolo e la dignità di un Paese ormai in ginocchio.
Le conseguenze saranno gravissime, ma ormai peggio di così ci meriteremmo solamente il fallimento dello Stato e la ricostruzione di esso su una base di valori che vanno contro tutto quanto il modo di fare, oggi, politica e di avviare la propria attività di cittadino.
Se c’è una persona che ho imparato ad odiare è quel Ministro su misura di Brunetta che con quella faccia da coniglio imbottito di segatura cerca di allontanare lo sguardo degli italiani dalla responsabilità del Governo Berlusconi in merito ai problemi di questo Paese che, ormai da tempo, attanagliano il nostro territorio. Ciò che rende ancora più evidente il fallimento di Berlusconi è la durata del suo spettacolo sulla scena politica italiana: lui è ormai un protagonista della politica da ormai 20 anni e i problemi più gravi sono stati tirati in ballo da 10 anni a questa parte, con serie questioni di gestione delle attività amministrative. La sinistra ha la colpa di non essere stata in grado di consegnare nelle mani dei cittadini un progetto valido per il Paese, un’alternativa di governo che avesse l’aria di una risoluzione migliore alla bozza di distruzione che Berlusconi & Co. avevano e hanno tutt’ora nelle loro scrivanie di pelle e camoscio.
Per buttare giù una muraglia, o scalpelli pietra per pietra, oppure speri in un intervento divino, come un terremoto ed invoco il terremoto della democrazia, che riesca a demolire la fortezza del berlusconismo, perchè il Referendum non sia contro Berlusconi, ma sia a favore della democrazia e dell’autoconsapevolezza che è di natura contro Berlusconi e la sua filosofia di vita.

Il 12 e 13 giugno, vota 4 Sì per il Referendum.