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E il plastico prese vita

Commento a caldo quanto sta accadendo negli studi di Porta a Porta. Dai social network, attingo una divertente citazione “oggi il plastico è da Vespa”.

A dire il vero, pare proprio un plastico, a parte la pelle color arancio, sinonimo di 300 kg di fondotinta, anche tutto quanto detto sin’ora pare conservato nel tempo, come una statua, immobile, proprio come se fosse tutto di plastica. Proposte, idee su economia, degenerazioni e blasfemie a parte, politica estera e considerazione della situazione del Paese, paiono tutte conservate sotto coperte piene di polvere e qualche mutandina.

L’anno scorso, dopo tutto quello che successe, nessuno si sarebbe immaginato che avrebbe avuto la faccia di tornare e di far finta di niente, oggi ci ritroviamo in questa situazione ridicola. Qui non si tratta di essere di parte, qui si tratta di avere memoria storica. L’Italia e quindi gli italiani hanno questo problema, che non è da prendere sotto gamba, visto che cavalca nell’ombra il neo-fascismo, l’omofobia e il discredito verso chi la pensa diversamente, chi prova emozioni diverse, chi crede in una fede diversa, tutti macabri ricordi del nazismo e della peste nera che ha travolto l’Europa nella prima metà del ‘900, durante la II Guerra Mondiale.

La politica è una cosa, ma la memoria è alla base di tutto. Mi preoccupa non che qualcuno possa pensare di tornare al ’94 o direi anche al 2008, ma che una parte considerevole della popolazione possa pensare che le risposte ai problemi dell’Italia possano arrivare da lì, dove tutto è niente, dove mutande, reggiseni ed escort hanno coperto un intero momento storico che dovrebbe farci vergognare, tutti!

In merito all’invasione di Berlusconi in tv, ecco dal blog di Carmine Saviano, su Repubblica:

La bomba mediatica. Saturare le tv di famiglia. Imporre la propria presenza. Occupare il video fino all’entrata in vigore della par condicio. La bomba mediatica berlusconiana è esplosa. L’ultima carta: giocarsi il tutto per tutto per recuperare il consenso perduto. Una gestione dell’informazione che, però, crea gravi distorsioni. Libertà e Giustizia ha inviato un messaggio rivolto al presidente dell’Agcom. Per difendere l’imparzialità della comunicazione politica al di là del regime di par condicio.

Ecco il testo:

Di fronte all’inaccettabile uso delle reti Mediaset a fini elettorali da parte dell’on. Berlusconi, cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, Libertà e Giustizia chiede al Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di intervenire con iniziative adeguate a  salvaguardare il pluralismo nella comunicazione politica sulle emittenti televisive nazionali, in conformità a quanto previsto dal Testo unico della radiotelevisione, dalla legge n.28\2000 e dalle pertinenti delibere dell’Autorità medesima. Il pluralismo, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità dell’informazione e della comunicazione politica, così come la parità di condizioni nell’esposizione di opinioni e posizioni politiche  costituiscono infatti principi fondamentali del sistema radiotelevisivo italiano, e devono essere tutelati anche al di fuori del periodo immediatamente precedente le competizioni elettorali, con tanto maggior vigore di fronte ad abusi così evidenti come quelli posti in essere mediante l’asservimento delle reti di proprietà di Berlusconi alla sua personale campagna elettorale.

Qui il sito di Libertà e Giustizia.

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