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Buon voto a tutti!

Che sia un giorno di festa per la Democrazia, lasciandoci alle spalle una bruttissima campagna elettorale.

Inoltre, voglio comunicarvi che, da oggi, Armando Genco pubblicherà sul mio blog delle vignette satiriche legate ai miei post (quasi) quotidiani. Andate a vedere le sue opere, su internet e, quando possibile, fisicamente, alle sue mostre. Meritano di essere ammirate. Nel frattempo, ecco la prima.

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Provo dolore

Da quando sono impegnato in politica non ho mai preso una lira, c’ho soltanto rimesso e sono fiero di questo, perché il mio impegno non ha fini personali, soltanto senso del dovere e volersi mettere al servizio della comunità.

Quello che sta succedendo in questi giorni è davvero sconcertante, ma la cosa che mi fa più male è che mi si intima di vergognarmi, del perché io sia del PD.

Tutti coloro che utilizzano questi metodi mafiosi ringraziano, ancora una volta, chi generalizzando fa il loro gioco e salva ancora una volta la faccia di questi farabutti.

Provo tanto dolore. Provarlo a 21 anni è davvero tragico. Ve l’assicuro.

E adesso linciatemi pure

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

— art. 3 comma 2, Costituzione della Repubblica Italiana

Ora ditemi che le preferenze non sono un ostacolo di ordine economico che impedisce la partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica.

Non siete d’accordo? Chiedetelo alle millemila euro che serviranno ai candidati alle regionali, nella prossima primavera, o alle lobby industriali che verseranno fondi ai candidati in cambio di aiutini.

Il problema di questo Paese? Individuate le mele marce (e non tutte) abbiamo preferito buttar via tutto il cesto, senza fare una cernita. Abbiamo abolito le province, abbiamo abolito il Senato (ora, no domani, no forse dopodomani ma ci arriviamo), ma abbiamo lasciato in pace ciò che con la rappresentanza non centra assolutamente un fico secco, ovvero le municipalizzate (sono tutte ancora lì, con tavolate imbandite con un prelibato menu soldi pubblici).

Dulcis in fundo, abbiamo ristabilito le preferenze. Modalità ancora tutte da definire (fino a quando non sarà approvata la legge, in questi tempi meglio non essere certi di nulla), ma per me rimane pur sempre una porcata, come porcata è stata l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, trascinandoli più di quanto non lo siano ora (ritorna il discorso delle mele marce) nelle braccia dei lobbisti. E poi ci lamentiamo degli sgravi fiscali che hanno ricevuto le concessionarie di slot machine? Ci lamentiamo, giustamente (ma ipocritamente), delle fondazioni? E poi? Peccando di lungimiranza, siamo bravi tutti a fare le riforme, peccato che chi ne subirà le conseguenze non saranno quelli che attualmente siedono in Parlamento, ma le nuove generazioni.

Ovviamente l’onda del populismo è sempre la più alta, perciò linciatemi pure, perché tanto la questione è chiara: lì dove c’è il consenso, lì c’è la politica (o meglio, i politici). A casa mia, è la politica a dover spostare il consenso, non il contrario.

Come si dice dalle mie parti: sciatavìn sciàt!

SCHIFO! SCHIFO! SCHIFO!

A.D. 2014, in Italia si prospetta una catastrofe culturale. Lo sento sulla mia pelle, lo sento ogni volta che mi guardo intorno.

Che vergogna mi fa questa società, che vergogna mi fa, vedere certe persone prendersela con chi non ha mai fatto nulla di male, con chi tenta di porre un rimedio ai danni che si sono susseguiti nel corso del tempo.

Che schifo. Non ho altro da aggiungere. Che schifo.

La disperazione di cittadini è tanta, molte delle cose che si rivendicano sono giuste, sono esattamente il frutto di anni di assenza della politica, ma mi chiedo dove si voglia arrivare. Crediamo davvero che possa essere un simbolo a certificare l’onestà di una persona? Crediamo davvero che si possa dar seguito ad un modo di intendere il confronto come una contrapposizione senza se e senza ma, rappresentato da quel “o noi o loro“? Noi chi? Loro chi? Se io e la mia generazione che fa politica all’interno di un partito, siamo parte dei “loro”, vuol dire che questo Paese sta cadendo nell’oblio più totale.

Come vi permettete? Chi siete voi per giudicare cosa io sia, cosa la mia generazione rappresenta? Mi rivolgo alle generazioni passate, perché questo Paese è stato frutto delle loro scelte. Aristotele diceva che ogni popolo ha il governo che si merita ed è stato sempre così. Badate bene, quando si fa riferimento al governo, si intende la classe dirigente, una classe politica incapace di assumersi le proprie responsabilità che ha avuto la possibilità di sedere in posizioni di potere solo perché l’Italia, rappresentata dai suoi elettori, ha permesso ciò. Sottolineo questo, poiché qualche costituzionalista dell’ultim’ora voleva (e vuole tuttora) farci credere che il governo è eletto direttamente dai cittadini (non siamo una repubblica presidenziale o semi-presidenziale).

Se, nei decenni passati, avessimo avuto l’accortezza di ragionare prima di dare un voto, probabilmente oggi saremmo un Paese all’altezza dell’Europa, della Germania, dell’Olanda, della Svezia. La corruzione non solo economica ma anche culturale italiana è sempre stata il cemento con cui si è costruito di tutto. Oggi venite a farci la morale? I veri responsabili sono coloro che per decenni hanno permesso a determinati personaggi di sperperare denaro, dignità e credibilità del nostro Paese ed oggi siamo tutti infuriati, come se fossimo un popolo innocente trapiantato in un mondo di corrotti.

Perciò non permettetevi mai più di puntare il dito contro una generazione che non solo vuole assumersi le proprie responsabilità davanti al futuro, ma ha la forza di addossarsi tutti gli errori che le generazioni passate hanno commesso. Lo faremo senza chiedere il permesso a nessuno. Lo faremo guardando in faccia la gente, con la consapevolezza che quando troveremo qualcuno che ci definirà dei corrotti, puttanieri e delinquenti, senza averci mai sentito parlare, senza conoscere i nostri percorsi personali e collettivi, noi non volteremo le spalle dall’altra parte, ma ci impegneremo a stravolgere un modo di vedere le cose sbagliato, senza futuro, che cade sempre nell’errore del “sono tutti uguali“.

Saremo la generazione che risolleverà questo Paese se e solo se saremo capaci di non assorbire come delle spugne la melma culturale che ci circonda, se e solo se saremo capaci di costruire una nuova cultura del rispetto, della dignità, del particolare e non del generico, delle emozioni senza perdere, però, la razionalità.

Possiamo combattere questa decrescita culturale non con la rabbia e le urla, ma con tutta la passione che possiamo esprimere e mettere in pratica.

Un’ultima cosa: andate sempre a votare. Chi non sceglie lascia il potere alla folla e la folla sceglie sempre Barabba. (cit.)

Buon voto per domani! E ricordate che si vota solo domani, dalle 07.00 alle 23.00!

Non siamo Popolo da preferenze

Chiediamo le preferenze per poter scegliere i nostri rappresentanti al Parlamento, ma siamo realmente un Popolo per le preferenze? Siamo tra i Paesi più corrotti al mondo e crediamo che la soluzione al decadimento sia di dare in pasto ai corruttori le Istituzioni. SBAGLIATO!

Ci ho riflettuto abbastanza questi giorni, sulla legge elettorale, doppio turno, andata e ritorno, spagnola, francese e tedesca. Non starò qui a sindacare, aspettiamo di sapere ulteriori notizie dalla Direzione nazionale di oggi pomeriggio e su come si svilupperà la vicenda nei prossimi giorni.

Non scriverò, qui, un post contro il sistema o, peggio ancora, contro la classe politica. Sarebbe scontato e forse noioso. La toccherò di striscio, ma la toccherò comunque.

Tutti vogliono tornare alle preferenze, per scegliere il proprio rappresentante in Parlamento. Idea nobilissima che ho sposato sin dall’inizio, senza indugi. Oggi, però, mi ritorna alla mente un dubbio, acceso dalle parole di Iaia Calvio, nel comizio di denuncia contro la caduta della sua Amministrazione, ma soprattutto da esperienze vissute, in prima persona, durante le elezioni amministrative.

Vogliamo scrivere il nome sulla scheda elettorale e non sappiamo neanche essere cittadini degni di tale possibilità, di tale potere.
Vi chiedo: cosa succederebbe se venissero ripristinate le preferenze e alle prossime elezioni il nuovo sistema elettorale entrasse in funzione?Ognuno può rispondere commentando questo post, io vi dico questo: clientelismo allo stato puro.

Sapete cosa comporterebbero le preferenze? Andrebbe in fumo ogni possibilità per chi non ha fondi sufficienti per poter competere contro coloro, invece, che di soldi ne hanno e ne spendono tanto in campagna elettorale e che trovano nella disperazione della gente lo strumento migliore per poter comprare voti con una 50€ o una ricarica telefonica. Lasceremmo la politica nelle mani dei ricchi. Questa storia deve finire, ancor prima di incominciare.

Se vi dico questo è perché ho vissuto sulla mia pelle vicende di questo genere, anche più insignificanti rispetto ad un’elezione al Parlamento.
I candidati corrompono e la gente si lascia corrompere. Mi dispiace dirlo, ma è così ed ogni sussulto di orgoglio da parte vostra lo capirò, ma lo respingerò al mittente, perché noi siamo ciò che vogliamo essere e non abbiamo mai avuto intenzione di migliorare e di cambiare come Popolo.

Crediamo che l’unica soluzione ai nostri problemi sia quella di bacchettare la classe politica. Sbagliato.
La classe politica ha centinaia di migliaia di colpe e dovrebbe essere presa a calci nel culo, senza distinzione di sesso, razza e stelle. Chi è immobile merita di tornare a casa e di rimuginare sui propri fallimenti e chi pensa che criticare sia già abbastanza, deve essere scaraventato in una casa di cura psichiatrica e rendersi conto del grande spreco di forze che c’è nel criticare e nel non mettere in pratica le proprie ragioni.

Non siamo un Popolo per le preferenze, noi meritiamo che qualcuno decida per noi e, certo, che quel qualcuno si assuma le sue responsabilità. Suppongo che, se l’incapacità degli eletti non fosse stata tale da far infuriare l’opinione pubblica e se le segreterie dei partiti fossero state più illuminate, non ci troveremmo in questa situazione.

Posso dire che la situazione attuale all’interno del PD è tale da poter benissimo controllare uno per uno chi si candida alla Camera e al Senato e sbattere la porta in faccia agli opportunisti e ai doppiogiochisti. Servono partiti illuminati, per poter realmente cambiare questo Paese.

Prima di ripristinare le preferenze, dobbiamo ripristinare noi stessi e cambiare cultura e stile di vita, non fare i furbi o lasciarci comprare dal politico mafioso che viene a chiederci il voto in cambio di soldi.
In un Paese con un Popolo orgoglioso e sveglio, quell’individuo ora starebbe in carcere, mentre in Italia siedono nei Consigli Comunali, Provinciali, Regionali, al Parlamento nazionale e al Parlamento Europeo. Decidono per noi e contro di noi, per loro e i loro amici. Iaia Calvio non ha detto niente di nuovo, ma ha scoperchiato un pezzo d’Italia, del Sud, denunciando.

Ecco, non ci meritiamo di scegliere. Forse, non ancora.

Chi va con l’anatra “zoppa” impara a governare

A 48 ore circa dalla nostra vittoria e dall’elezione a Sindaco di Noci di Domenico Nisi, mi permetto di lasciarvi un mio piccolo pensiero che, spero, possa essere piacevole e allo stesso tempo sommato alle tanto emozionanti parole che in queste ore affollano i social network. Il ritardo è dovuto a tutto quello che uno può immaginare possa accadere dopo una vittoria. No, non parlo dell’alcol.

Prima cosa. Mi dispiace veramente tanto per chi ha ricevuto promesse di lavoro e ha visto la propria disperazione sfruttata da qualche politicante locale. A loro va la mia vicinanza, con la speranza che sbagliando si imparano molte cose.

Seconda cosa. Da oggi si governa. Si governa perchè non si può più aspettare. Noci ha bisogno di ripartire, di rimettere in circolo quella sinergia di cui è portatrice sana. I Nocesi hanno scelto Domenico per quello che è, non per quello che è sembrato. I Nocesi hanno scelto Domenico pur sapendo che si sarebbe configurato un consiglio incerto (se pur non definitivo, in quanto bisogna attendere per conoscere la reale composizione del Consiglio Comunale). I cittadini non si sono lasciati intimorire da una pseudo-anatra zoppa, che tanto zoppa non è stata e il risultato lo ha dimostrato.

Da ora il nostro compito sarà quello di amministrare la nostra Città, con tutta la passione che abbiamo riversato in questa campagna elettorale e con tutto l’impegno che molti di noi hanno speso sin da prima della campagna elettorale.

I Giovani Democratici di Noci erano, sono e saranno presenti sulla scena politica nocese, rafforzati dall’ottimo risultato che abbiamo ottenuto con la nostra candidatura, con 154 kg sulle spalle e tanta forza da vendere. Il nostro impegno non finisce ora e non finirà mai, saremo al fianco del nostro Sindaco, perchè è questa la politica che vogliamo, è questa la politica tra e per la gente.

Non è populismo questo, non lo è mai stato. Io credo che Domenico non perderà mai lo spirito dell’aggregazione, perchè ce l’ha nel sangue, perchè è nella sua storia personale, nelle sua indole scoutistica e lo ha dimostrato appieno in questa campagna elettorale.

Non possiamo fermarci. Lo dobbiamo ai cittadini di Noci. Lo dobbiamo a noi stessi, perchè non si ferma il vento con le mani. Mai.

Un abbraccio, con testa e cuore. Viva Noci!

Ps. lo ribadisco qui, di nuovo, per fare chiarezza: io non entro in Consiglio, sono 7° parimerito. Una cosa è certa: io e i GD saremo presenti nella macchina amministrativa, perchè chi fa politica la fa anche senza entrare in Consiglio. Noi ci saremo, come più volte ribadito.

Ps2: chiedo scusa per il mancato aggiornamento dei dati durante il ballottaggio, ma lo spoglio è stato velocissimo e la frenesia del momento ha deviato tutti quanti i nostri programmi.

Risultati ballottaggio

Come anticipato, dalle 15 sul blog, in diretta, lo spoglio del ballottaggio.
Stay tuned!

Per fare chiarezza

Giuseppe Putignano e il mitico Mèste P’trucce ci spiegano in modo puntuale e semplice quello che sta accadendo a Noci. Così la finiamo con i quintali di balle che il centrodestra sta vomitando in queste ore.