Marijuana libera!

Come è possibile che sia d’accordo con Luigi Zingales? Eppure, sull’Espresso di questa settimana, mi trovo d’accordo con quanto ha dichiarato, soprattutto sulle infondate preoccupazioni dei proibizionisti: legalizzare la marijuana non significa incrementarne l’uso, soprattutto tra i giovani, anzi.

Come sempre affermo, credo che l’uso di marijuana tra le giovani generazioni sia dovuto a due fattori: accesso indiscriminato al mercato nero (come dice lo stesso Zingales) e, non per ultimo, la voglia matta di trasgredire.

Legalizzare la cannabis significa porre il controllo dei Monopoli di Stato, abbassare i prezzi al grammo e incrementare le entrate statali, garantendo maggior controllo sulla qualità e sulla distribuzione. Insomma, non c’è un solo aspetto negativo della legalizzazione e mi chiedo cosa spinga il Parlamento a dubitare di tale progresso sociale.

Che poi, mi piacerebbe sapere cosa si potrebbe fare con quel gruzzoletto (6 miliardi all’anno) che lo Stato si vede fregare sotto il naso dal mercato nero. Io qualche idea ce l’avrei, altro che 80€.

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Servizio Pubblico Presidente della Repubblica

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Servizio Pubblico ci ha propinato per mesi la teoria del “governo tecnico = golpe”, che Monti era il nemico comune, per destra e sinistra, perchè la gente vedeva i tecnici con diffidenza ed era lì che bisognava scavare per ottenere consensi. Ma oggi è apparsa una cosa strana sui social network: un disegno, realizzato dalla redazione di Michele Santoro, di un possibile governo “tecno-piacione” che fa gola a molti e vomitare altri, che solletica la pancia dei nostalgici e dei delusi dalle lauree gianniniane.

Una linea di principio tale disegno ce l’ha? Io non lo so, certo è che vedere, nella stessa squadra di governo, Zingales all’Economia e Landini al Welfare, mi lascia un po’ perplesso. Un Rodotà che di esperienza ne ha fatta molta e che immischiarsi in una poltiglia politica come quella attuale lo renderebbe vulnerabile da qualsiasi angolo e gli brucerebbe quelle probabilità (ancora non quantificabili) di correre per il Quirinale.

Milena Gabanelli all’Istruzione è un azzardo voluto, forse perchè nessuno comprende la natura della scuola e di cosa realmente c’è bisogno. A parte che la giornalista di Report la vedrei più come Presidente RAI, di una RAI senza partiti (lo spero), e al MIUR una persona che dal punto di vista professionale e per scelta di vita si ritrova a contatto con il mondo della scuola, dell’istruzione, dell’università, della ricerca e dulcis in fundo degli studenti, magari lasciando perdere certi casi clinici (vedi Profumo).