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Razzisti e fascisti a casa loro e condannati

C’è sempre un razzista o un fascista diverso da un altro. Questo ormai pare chiaro e lo è sempre di più nel leggere alcune notizie che provengono dagli Stati Uniti e dalla Francia.

Una coppia è stata condannata alla reclusione, dopo aver inveito e minacciato con insulti razzisti, una donna, durante la festa di compleanno del loro bambino. Lui si è beccato 13 anni di prigione, lei 6.

Un’altra notizia ci giunge dalla Francia, dove il Presidente onorario del Front National, Jean-Marie Le Pen, è stato condannato a pagare 30 mila euro di multa e altri 10 mila euro circa a tre associazioni che si erano costituite parti civili nel processo, dopo la sentenza in appello, per aver detto che le camere a gas sono state dei “dettagli” nella storia della Seconda Guerra Mondiale.

In Italia, invece, chi incita all’odio razziale o commette il reato di apologia di fascismo resta impunito.

La Politica o guida o muore

Sivan Kotler, corrispondente israeliana dal 2000 in Italia, oggi sull’Internazionale parla di un fatto gravissimo che dovrebbe farci riflettere. L’odio fa audience e porta voti. È ormai ciò che guida una parte della politica italiana e i cittadini ne sono vittime.

Bisogna che la Politica – quella con la P maiuscola – torni ad essere guida e smetta di farsi guidare dalla pancia e dalle paure dei cittadini.

Ma se la TV (vi ricordate quel servizio di Mattino 5 delle due ragazze rom che rubavano 1000€ al giorno, svelandosi tutta una farsa?) e una parte della classe politica generano paure e razzismo, chi può sostituirsi – tornando alla sua funzione naturale – è la Scuola. La Scuola con la S maiuscola, come sopra. Quella che ha come principale obiettivo non solo di formare umanamente e scientificamente, ma di civilizzare le giovani generazioni.

Più educazione, più uguaglianza, più maturità, meno paure. Un’equazione che è un imperativo, se si vuol tornare a crescere come Paese (e non soltanto economicamente parlando).

Non credete sia così?

Per non dimenticare. Neanche un po’.

So perfettamente il valore di questo giorno. Le sofferenze, la morte che milioni di persone hanno incontrato per colpa di un folle, del razzismo, della persecuzione. Il Giorno della Memoria non è un giorno in cui mettere in scena delle esibizioni teatrali sul tema, non solo. La Giornata della Memoria è il mezzo con cui ogni singolo uomo, ogni anno, può ricordare le atrocità che la perdita della democrazia, la presenza del razzismo, della violenza hanno già fatto vittime e non poche, ora non bisogna tollerare nessun caso simile. Ricordare per non dimenticare. Ed è per questo che colgo l’occasione per rendervi nota un concetto che qualcuno della Lega (fino all’altro ieri al governo del Paese) ha e esterna in questo modo.

BUONA GIORNO DELLA MEMORIA A TUTTI.