Difficilmente scrivo cose che riguardano il locale o faccio riferimento a giornali locali, su questo blog, ma vorrei precisare un piccolo particolare che, probabilmente per una mancata mia chiarezza espositiva, ha fatto sì che si travisasse un mio ragionamento, pubblicato sabato 14 dicembre sul settimanale di Noci “FAX”.

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Nell’intervista riporto le mie considerazioni (dove parlo in prima persona singolare) e quelle a nome dei Giovani Democratici (dove parlo in prima persona plurale), tengo a precisarlo.

Detto questo, volendo fare il sunto dell’articolo, spiego la nostra riflessione in merito al risultato ottenuto da Civati a Noci, arrivando secondo (14,48% contro il 74,11% di Renzi) e sulla posizione che da ora avranno i GD Noci, nel partito, dopo il risultato che ha, quasi plebiscitariamente, scelto Renzi segretario del PD. Cose interessanti, per chi lo ritiene opportuno, ma certo non è questo il nocciolo del problema.

Successivamente a quanto detto sopra, ho sviluppato delle riflessioni, a titolo personale, sull’affluenza e sul perché quel distacco netto tra Renzi e i suoi avversari (Cuperlo e Civati, per chi ha già rimosso. #sischerza). Nella mia riflessione ho posto un quesito che non ho certo partorito io, ma noti giornalisti, molto più esperti di me nel saper leggere un risultato elettorale e il sistema politico italiano, confermando, senza nessun giro di parole, un processo negativo per il nostro Paese, ma ancor di più per il Mezzogiorno, affermando la presenza incondizionata del voto clientelare o comunque della logica dei “pacchetti di voti” (oltre che di tessere) che ha dato scandalo durante le votazioni “esclusive” per i tesserati, con il boom di tessere (vedi Frosinone, giusto per citarne uno).

Poiché ritengo, se le mie conoscenze geografiche mi assistono, che Noci sia parte integrante e, credo, con un certo orgoglio (correggetemi se sbaglio), del Mezzogiorno d’Italia, ho ben voluto sottolineare la mia grande speranza di non vedere la mia Città coinvolta e parte di un ragionamento molto più ampio, come quello fatto da molte testate e da inchieste giornalistiche di un certo spessore ed importanza a livello nazionale.

Perciò mi dispiace che qualcuno possa aver inteso il mio ragionamento come un messaggio inquisitorio nei confronti delle oltre 700 persone che l’8 dicembre sono uscite di casa per dare il loro importante contributo e segnale di Democrazia, che ringrazio personalmente, uno per uno e a cui chiedo scusa, senza timore e senza vergogna – perché ritengo indispensabile la concezione che tutti possono sbagliare e che soprattutto se si vuole essere un punto di riferimento per gli altri e poter lavorare per il bene di tutti, si debba, prima di tutto, guardare negli occhi le persone e chiedere scusa quando si sbaglia qualcosa – faccio le mie scuse, se quanto riportato possa essere sembrato un attacco indiscriminato a tutti. Poi, certo, ognuno è cosciente della propria situazione e ne trarrà le dovute considerazioni.

Ps. certo, di tutto quello che ho detto, si poteva scegliere un altro titolo, per esempio, ho sottolineato la speranza di una collaborazione tra Renzi e Civati, che non molti sottolineano o che ritengono scontata, ma così non è. Ecco avrei preferito un titolo così: “MI AUGURO UNA COLLABORAZIONE TRA RENZI E CIVATI“. Ma non si può sempre ottenere tutto, però ci tengo a risolvere questo piccolo problema di incomprensione dell’intervista, a causa delle mie parole.

Ps2. a breve tornerò a scrivere costantemente sul blog, lo studio prima di tutto, non solo per un mio personale tornaconto, ma anche per rispondere alla crisi del Diritto allo Studio a cui dobbiamo dedicarci, come partito e come studenti, dobbiamo rispondere con la politica e anche con l’impegno a formarci e a rispondere con l’arroganza che solo noi studenti abbiamo, nel difendere i nostri diritti.

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