Governo

Anonymous attacca le Istituzioni italiane e la cybersecurity si fa sempre più prioritaria

Anonymous attacca le Istituzioni italiane e la cybersecurity si fa sempre più prioritaria

Il 2017 sarà ricordato come l’anno in cui il tema della sicurezza informatica abbia travolto l’opinione pubblica, trascinando le Istituzioni in una doverosa riflessione e reazione alle azioni criminose perpetrate a danno della privacy dei cittadini e delle stesse Istituzioni, alla stabilità dei sistemi informatici e alla struttura economico-sociale degli Stati.

A ricordare quanto sia stringente il tema della cybersecurity e di quanto fondamentale sia la necessità di incrementare i livelli di sicurezza dei dati, dei sistemi informatici, è Anonymous – l’organizzazione internazionale di hacker – che, qualche giorno fa, ha annunciato di aver sottratto informazioni sensibili a diverse Istituzioni, tra cui Palazzo Chigi, il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e il Parlamento europeo. Oscurato anche il sito della Scuola magistrati, quest’ultimo sostituito con una schermata inneggiante ad Allah, a firma Libyana Hacker: “Testimonio che non c’è Dio al di fuori di Allah e che Maometto è il Suo Messaggero”. Un messaggio non meramente a sfondo religioso, poiché trattasi della shahādah, la professione di fede che compare, peraltro, sulla bandiera nera dell’ISIS.

Buste paga, contatti telefonici, documenti d’identità, indirizzi di residenza, documenti riguardo la sicurezza nazionale e del Capo del Governo, tra i quali alcuni riguardanti i sopralluoghi, effettuati dalle Forze dell’Ordine, a Bologna, in occasione della visita di Gentiloni, proprio in questi giorni, e quelli relativi alle richieste, da parte del nostro Paese, di frequenze radio in vista dell’appuntamento del Presidente del Consiglio a Bruxelles il 19 e 20 ottobre scorsi. Informazioni tutte rese pubbliche e il loro contenuto alla mercé di chiunque, curiosi e malintenzionati. Senza distinzione alcuna.

Al netto dei particolari dati trafugati, su cui la Polizia Postale rassicura, circoscrivendo i danni e la portata dell’attacco, risulta rilevante l’esposizione dei sistemi informatici strategici ed istituzionali del nostro Paese ad attacchi di hackeraggio, anche a sfondo terroristico.

I nuovi sistemi informatici sempre più virtualizzati, grazie anche all’utilizzo sempre più diffuso del cloud, con il 31,5% degli utenti internet comunitari che, nell’ultimo trimestre del 2016, ha utilizzato internet come spazio d’archiviazione di dati personali (dati Eurostat), in aumento di 4 p.p. nel triennio e destinato a crescere con l’avvento del 5G; il sempre maggior numero di individui che accede ad internet (+14% in Italia nel quinquennio 2011-2016) con il 71% di cittadini italiani che ha utilizzato internet nel corso dell’ultimo anno, (dati Eurostat), e il basso livello di alfabetizzazione digitale – l’Italia è al quart’ultimo posto in Europa (nel 2016, solo il 43% dei nostri connazionali ha competenze digitali di base o superiori alla base) – offrono prospettive non troppo rassicuranti circa la profilazione delle potenziali vittime di attacchi cibernetici.

Lo scorso marzo, il Viminale, assieme alla Presidenza del Consiglio, ha presentato il nuovo Piano Nazionale per la Protezione Cibernetica e la Sicurezza Informatica, non un mero elenco di intenti ma un piano operativo, con una riformulazione delle strutture di coordinamento e difesa cibernetica che proietta l’Italia su una nuova dimensione e un nuovo impegno nella lotta ai crimini informatici.

Continua a leggere sul portale di

Posted by Davide Montanaro in Tecnologie, 0 comments

Ma quale Don Abbondio? Facciamo i bravi, per favore!

“Qualcuno del Pd ha festeggiato la caduta del Governo: d’altronde per alcuni lo stile è come il coraggio di Don Abbondio”

È la citazione più in voga negli ultimi minuti di Matteo Renzi, a seguito della Direzione nazionale tenutasi poco fa (in realtà una semplice conferenza stampa con pubblico. La discussione è rinviata).

Turbofasci hanno cominciato ad attaccare il Presidente Michele Emiliano, pensando che quella citazione fosse rivolta a lui. Niente di più sbagliato. Ecco cosa ha detto Emiliano a Repubblica e cosa in tv a Matrix, proprio ieri sera.

Ha esultato per la vittoria del No?
“Le dimissioni di Renzi mi hanno addolorato. Le ho viste in tv con alcuni amici per il No che erano contenti. “No – ho detto – non c’è nulla di cui essere contenti, è un’occasione perduta per tutti. Le dimissioni del premier e segretario non mi provocano nessuna gioia”. Agli errori di Renzi se ne aggiungono adesso altri dei suoi collaboratori”.
– da Repubblica

Posted by Davide Montanaro in Politica, 1 comment

Smettiamola di sovvenzionare le scuole paritarie! Rispettiamo la Costituzione!

Scuole paritarie. Istituti privati che, stando alla legge del mercato e, soprattutto, ai principi costituzionali, non dovrebbero far altro che camminare sulle proprie gambe, senza alcun aiuto pubblico. Peccato non sia così.

Dobbiamo, necessariamente, incollare l’art.33 comma 3 della Costituzione? Un’altra volta?
Penso, seriamente, di averlo pubblicato una miriade di volte, su questo blog. Ma repetita iuvant.

[…] Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Art. 33 comma 3 – Costituzione italiana

Notizia di due giorni fa, riguarda circa 115 milioni di euro che il Governo ha stanziato a favore delle scuole paritarie, in forte crisi da qualche anno. Pensate che dagli anni scolastici 2012/2013 al 2015/2016gli istituti paritari hanno perso il 9% dei loro studenti, con circa 100mila iscrizioni in meno.
Cosa può mai significare? Che le paritarie hanno perso il fascino di una volta? Che non garantiscono più quello che una volta era il solco profondo di differenza tra il pubblico e il privato? Può significare che il pubblico si sia rimesso in careggiata a tal punto da fare concorrenza spietata agli istituti privati?

A queste domande ci sono molte risposte che si possono dare, io ne avrei qualcuna, ma il punto nevralgico è che non serve alcuno sforzo nel descrivere il fenomeno e che, indipendentemente dalle ragioni, la Costituzione è molto chiara sul punto: lo Stato non può avere oneri nei confronti dell’istruzione privata.

Vogliamo cambiare la Costituzione? Bene, sono il primo ad impegnarmi per questo. Ma se non cominciamo a rispettarla nei suoi principi, la vedo dura e piena di ipocrisia.

Posted by Davide Montanaro in Politica, 0 comments
È ora di piantarla!

È ora di piantarla!

Questa campagna elettorale referendaria mi ha terribilmente rotto il cazzo. (E siamo ancora a meno 56 giorni dal voto.)
Quanta pochezza che c’è, nel nostro Paese, quando si tratta di discutere.
Insulti personali; dichiarazioni che non stanno né in cielo né in terra; interpretazioni assurde di articoli della Costituzione che non esistono; tutti costituzionalisti e pochi costituenti, quasi nessuno.
Volete che continui? Forse è meglio di no, potrei buttare il computer dalla finestra. Almeno lui salviamolo, visto che la dignità l’abbiamo calpestata per benino.

Carissimi tutti, o ci diamo una regolata, oppure io non penso di reggere ancora per molto.

Sogno una politica in cui si discuta nel merito, qualsiasi cosa sia l’oggetto della discussione stessa.
Sogno un Paese composto da cittadini consapevoli del loro ruolo, in qualsiasi momento.
Sogno di non dover più scrivere (e neanche pensare) cose del genere.
Sogno di poter terminare la mia giornata con una ricchezza umana in più di quella che avevo appena alzato.

Ok. Torniamo a lavorare.
Scusate lo sfogo pubblico, ma mi ero stancato di dovermelo ripetere in testa, ogni minuto.

Posted by Davide Montanaro in Politica, 2 comments
Caro Matteo, disubbidisco e ti dico perché

Caro Matteo, disubbidisco e ti dico perché

Apprendo, dal sito dell’AGCOM, che il Partito Democratico stia invitando i suoi sostenitori ad astenersi dal votare al Referendum del 17 aprile prossimo, circa le concessioni per l’estrazione di petrolio dal sottosuolo marino.

Ritengo tale posizione non conforme con lo spirito del PD. Un partito che ha nel suo nome l’aggettivo “Democratico” non può chiedere ai suoi militanti e sostenitori di non andare a votare.

Lo ritengo un’incredibile caduta di  stile. La nostra Costituzione offre lo strumento del Referendum come unico mezzo, coadiuvato dalla proposta di legge d’iniziativa popolare, attraverso il quale i cittadini, in modo diretto, possono incidere sul sistema legislativo del nostro Paese.

Il Segretario Renzi dovrebbe rendersene conto e agire di consenguenza. Detto questo, mi rivolgo proprio a te, caro Matteo, che sei il mio Segretario e a te dico che no, mi dispiace, ma declino l’invito.

Voterò al prossimo referendum del 17 aprile, così come voterò al referendum di ottobre, sulla riforma costituzionale. Voterò sì, perché voglio dire la mia sulla politica energetica del nostro Paese, perché credo che si possa fare altro, nel 2016, anziché trivellare il nostro mare, fonte, oltre che di bellezza, di ricchezza, una ricchezza che non ha il colore del greggio, ma ha il colore del mare, quel blu acceso che fa da sfondo alle nostre belle città.

Perciò, caro Matteo, posizionare il partito sull’astensione non è una bella cosa. Lo dico, perché lo penso davvero e perché credo che nessun partito debba mai permettersi di invitare i cittadini al non voto. È un ossimoro. Così come è un ossimoro che il Governo, lo Stato se vogliamo generalizzare, non abbia messo in moto la campagna informativa sul referendum di aprile. Sarà così anche per quello di ottobre? O forse, proprio perché lì si gioca la credibilità del Governo, sin da agosto, ci ritroveremo inondati di spot pubblicitari in cui si spiega la riforma e il perché votare a favore di questa.

È un trattamento impari che non possiamo più permetterci, soprattutto quando, proprio oggi, è fondamentale invitare i cittadini a riprendere (perché è di questo che si tratta) ad interessarsi della Cosa Pubblica, attraverso la partecipazione e l’informazione. E il referendum è partecipazione ed informazione. Cos’altro potrebbe essere? Uno strumento di delegittimazione politica? Ma anche no.

Dici bene, caro Matteo, che il governo da te presieduto è legittimo. La Costituzione non è un optional e questa parla chiaro sul chi ha il compito di proporre il Governo. Ma proprio perché la nostra Carta costituzionale non è un optional, dovresti conoscere bene l’art.1 comma 2 che dice “La sovranità appartiene al Popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” e che tra queste forme c’è proprio il referendum, regolato dall’art.75 della stessa. E forse, non per ultimo, dovremmo ricordarci che l’istituto del referendum è stata una conquista di cittadinanza e di libertà e va difesa a spada tratta sempre e comunque.

Spero, e concludo, caro Matteo, che la comunicazione istituzionale porti le informazioni sul referendum nelle case degli italiani, molti dei quali non sanno, probabilmente, che sia stato indetto e su cosa riguardi.

Posted by Davide Montanaro in Politica, 2 comments
Provo pena per te

Provo pena per te

Caro manifestante, provo pena per te. Manifestare con la forza delle proprie idee e con le proprie convinzioni è ciò che di più forte si possa dimostrare in una piazza. Tu hai agito da debole come debole è il messaggio che hai voluto lanciare, a differenza di quello che credi.

Bruciare una bandiera è una cosa vergognosa. Non si bruciano le bandiere, non si brucia nulla. C’è una linea sottilissima che separa l’essere civile dall’essere un barbaro. Tu hai preferito essere un barbaro e probabilmente non sapevi neanche perché oggi ti trovavi in piazza. Forse sei stavo coinvolto per fare “bordello” e per divertirti un po’ a sfasciare qualcosa.

Caro studente che hai bruciato la bandiera del mio partito, provo pena per te e anche vergogna. Pena perché un gesto del genere non può che essere frutto di una mancanza di idee; provo vergogna perché tu, caro studente, sei della mia stessa generazione e non posso accettare che la mia generazione sia vista come una massa di incendiari senza cervello.

Manifestavi per la Buona Scuola? Parlami della riforma, caro studente e spiegami cosa ha suscitato in te l’istinto di dar fuoco ad una bandiera a cui persone dedicano la vita. Dimmelo, caro studente, perché è questo il limite da non superare mai e tu l’hai superato, vantandotene.

Caro studente, non ti preoccupare, a farmi pena non sei da solo: nella lista ci sono anche tutti coloro che condividono il gesto che hai messo in scena, che sia un parlamentare (come Vilma Moronese del M5S) o un semplice cittadino accecato dalla rabbia e dalla intolleranza.

Posted by Davide Montanaro in Politica, 0 comments
Le sinistre e l’ennesimo laboratorio. Che palle!

Le sinistre e l’ennesimo laboratorio. Che palle!

Nichi Vendola ci riprova. Dopo Human Factor, adesso è il turno de “La Sinistra che cambia”. Stesse tonalità e stessi contrasti di colore, forse il font è leggermente diverso, ma per il resto siamo lì. Nulla di nuovo.

Eppure Vendola dice di voler fare sul serio questa volta (quindi le altre volte si giocava, mi par di capire).

“C’è bisogno di una sinistra di governo, capace di saper andare oltre le divisioni e oltre gli steccati” ideologico-opportunistici che hanno movimentato la vita a sinistra, nella politica italiana, da ormai anni (aggiungerei io, se proprio devo).

Eppure tutto ciò nasce dall’ennesimo steccato, dall’ennesima divisione tra una parte della sinistra e tutto il resto della realtà che ci circonda. La Via Lattea dei partiti della sinistra pareva ormai fermo nella sua espansione, ma dopo l’ennesimo “non ci sto”, una nuova stella brilla nel cielo. Che si chiami Possibile o SEL o Coalizione Sociale, poco è importante, alla fine ci sarà sempre qualcosa che dividerà uno dall’altro e la ricerca della perfezione, dell’omogenea visione politica porterà sempre ad una frantumazione.

Certo, si potrà ottenere una congiunzione di sigle, di movimenti e partiti in una sola “casa”, ma il cemento con cui quella casa sarà costruita è, diciamocelo, l’ennesima logica di contrapposizione, l’ennesima crociata verso il governo di turno, verso le politiche e le riforme. Bene la contrapposizione politica, ma quando è marcata da una visione chiara di cosa si vuole e di come si vuole realizzarla. Tutto il resto è pura rissa.

Per dirne una, in conclusione, sembra una continua di quel teatrino messo in scena a Roma. Sinistra Ecologia e Libertà aveva chiesto le dimissioni di Marino, come aveva evidenziato il post a nome di Fratoianni, poi fatto sparire, mentre si esultava nel momento in cui le dimissioni arrivarono per davvero, accorgendosi, dopo qualche giorno, che Marino era diventato “l’anti-Renzi” romano e quindi un ripensamento sul Sindaco dimissionario era più che necessario, arrivando addirittura a non dimettersi davanti al notaio per far decadere l’Assemblea capitolina; raggiungendo la fantascienza quando, o per gioco o per qualche problema logico-cognitivo, tramite le agenzie si faceva girare la notizia che Ignazio Marino, prima simbolo del PD e di Mafia Capitale (quest’ultima viziata da una forte ignoranza sul tema), fosse in ballo come possibile candidato delle sinistre nella Capitale.

Roba da matti!

Nell’attesa, assistiamo all’ennesimo cambiamento di una sinistra che non cambia mai.

Posted by Davide Montanaro in Politica, 0 comments

Che futuro per la banda larga?

La banda larga è un’infrastruttura necessaria. Questo pare scontato, ma non lo è. Per decenni abbiamo pensato che l’innovazione fosse sviluppare tecniche e strumenti ormai consolidati nel tempo, cercando vie alternative per il loro utilizzo.

Oggi, la banda larga, rappresenta quello che una volta rappresentavano le strade: necessarie per lo sviluppo, per le comunicazioni tra territori. I romani costruivano vie per i mercanti, per i collegamenti tra le province, ora c’è la necessità di consolidare l’utilizzo della rete, tra i cittadini, tra le imprese. Qui potete trovare qualche dato.

Ma la banda larga può crescere da sola? Assolutamente no. Servono investimenti, ma ancor prima, serve una visione, capace di spazzare via le disuguaglianze, concretizzando un nuovo diritto in capo all’essere umano: il diritto alla rete. Centinaia di migliaia di famiglie sono ancora senza una rete internet veloce. Le ragioni sono tante: dalla posizione delle loro abitazioni (o aziende) a scelte politiche sbagliate e poco lungimiranti.

Posted by Davide Montanaro in Politica, 0 comments