Zorro e il Tiberis, ma dov’è il Sergente Garcia?

A Roma nasce Tiberis, la spiaggia sul Tevere che si ispira alla Paris Plage. Dopo mille peripezie, la Giunta Capitolina dà il via a questo luogo “refrigerante” per i romani che vogliono trascorrere le ferie in Città. Fin qui nulla di anomalo, anzi. Il punto cruciale si presenta dopo.

La dirigente del settore del Comune, interrogata da dei bagnanti circa le misure di sicurezza messe in atto da Roma Capitale, a salvaguardia dei cittadini lì presenti, rilascia dichiarazioni sconcertanti.

Tiberis nasce nei pressi del Ponte Marconi, una zona dove, proprio prima della costruzione di questa “spiaggia”, c’era un campo Rom.

La Dirigente assicura che le misure di sicurezza ci sono, perché saranno gli stessi Rom a garantire la tranquillità nei pressi del sito. A confermarlo è un audio che riprende la dichiarazione della dirigente e le dichiarazioni dello stesso boss, come riportano diversi giornali, soprattutto della Capitale.

Zorro, così si chiama il boss dei Rom con cui il Comune di Roma pare abbia avuto contatti per stringere un accordo e mettere in sicurezza la zona.
Pare, quindi, che la Giunta Raggi abbia ritenuto opportuno mettersi d’accordo con il boss piuttosto che implementare misure di sicurezza basate sull’intervento delle Forze dell’Ordine e di Pubblica Sicurezza.

La Giunta Raggi, da quanto si è appreso, pare consideri i boss persone con cui trattare.

Loro sono quelli che hanno vinto le Amministrative dopo una campagna aspra, dove tacciavano come mafiosi tutti coloro che non erano dalla loro parte.

Loro sono quelli che dichiaravano che “Mafia Capitale” fosse un fenomeno culturale portato in dote dalla destra e dal centrosinistra, alternativamente al governo della Città da anni.

In questo momento sono in corso indagini da parte delle Forze dell’Ordine. Se questa vicenda dovesse essere confermata, sarebbe di una gravità assoluta.

Ma sappiamo cosa si dirà: è un complotto di “quelli di prima” perché la Raggi è scomoda a tutti e vogliono fermarla. “Ma non ci riusciranno”.

I 5Stelle a Roma salvano i Tredicine ed è tutto bello, bellissimo, molto bello

Tabellone Assemblea capitolina su voto di oggi circa concessioni ambulanti.
Tabellone Assemblea capitolina su voto di oggi circa concessioni ambulanti.

Il Movimento 5 Stelle (assieme a tutto il centrodestra di Alemanno) vota, nell’Assemblea capitolina, a favore della proroga fino al 2020 delle concessioni per i bancarellai, votando la mozione in cui si chiede di escludere gli ambulanti e le microimprese del commercio dalla cosiddetta “Bolkestein”, la direttiva europea che prevede che le licenze del commercio su suolo pubblico siano affidate tramite gara.

I 5Stelle salvano lo status quo romano. Siamo sicuri che stiano facendo gli interessi dei cittadini e della Città di Roma? Io non credo.

Una tragedia

Dopo le dimissioni di Marino, in Capitale sono spuntate come funghi bandiere di Fratelli d’Italia (il partito di Alemanno) e di Noi con Salvini (quelli di “Roma ladrona, la lega non perdona”). La Lombardi (M5S) ha espresso il suo desiderio di fare il Sindaco, Di Battista dice di metterli “alla prova”, come se Livorno e Parma non siano già abbastanza.

Provo un brivido lungo la schiena e credo che il PD, con questo gesto, abbia fatto un grosso errore, peggio di quello dei 101.

Si salvi chi può

Non è la città in cui sono nato, cresciuto o vissuto per anni, ma Roma merita attenzione da tutti, non solo dai romani.

Quello che sta succedendo è gravissimo, un sindaco derubato di ogni legittimità politica, solo perché a molti conviene, ora, abbandonare la nave, pur di salvarsi, pur di non morire annegati in un malessere che loro stessi hanno procurato alla città.

Per comprendere a fondo la questione, credo che leggere Marco Damilano sia la scelta giusta, perché è proprio di questo che si sta parlando: di una mancanza di coraggio, di una responsabilità che non è solo di Marino (il sindaco ha mille colpe a suo carico), ma anche e soprattutto del PD, un Partito Democratico romano che oggi vuol fare le scarpe al sindaco di Roma, ma che un anno fa lo spinse nell’arena delle amministrative, per difendersi da una possibile figuraccia apocalittica, contro un sindaco uscente (Alemanno) campione di “boiate amministrative”. Figuraccia che non arrivò, perché il centrosinistra vinse le elezioni e per il PD romano (e per qualche suo notabile, in particolare) incominciò il calvario.

Un vero partito non lascia mai da solo il proprio sindaco, anche se questo ha problemi. Reputo la presenza dei partiti, dei gruppi politici all’interno delle amministrazioni e delle Istituzioni in generale, come uno strumento a disposizione di tutti coloro che amministrano la cosa pubblica. I partiti devono essere guida, scialuppa di salvataggio nei momenti di difficoltà. Non si può pensare di poter silurare un sindaco in questo modo, da parte di ministri, oltre tutto.

Marino è indifendibile, questo è chiaro. Ma chi è difendibile, oggigiorno?