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Te la do io la Silicon Valley

Ho intervistato, qualche giorno fa, tre ragazzi che hanno avuto, assieme ad un folto gruppo di ragazze e ragazzi, l’idea di progettare una scuola che insegni e diffonda l’innovazione, in tutte le sue forme. La parola d’ordine dell’organizzazione è e sarà sempre: condivisione. E per chi mastica un po’ di informatica, il termine condivisione sarà venuto in automatico nel sentire il nome della scuola: Open Source.

L’intervista la trovate, per intero, su Post Meridiani. Una videointervista, quasi 40 minuti per spiegare tutto della Scuola Open Source.

Che futuro per la banda larga?

La banda larga è un’infrastruttura necessaria. Questo pare scontato, ma non lo è. Per decenni abbiamo pensato che l’innovazione fosse sviluppare tecniche e strumenti ormai consolidati nel tempo, cercando vie alternative per il loro utilizzo.

Oggi, la banda larga, rappresenta quello che una volta rappresentavano le strade: necessarie per lo sviluppo, per le comunicazioni tra territori. I romani costruivano vie per i mercanti, per i collegamenti tra le province, ora c’è la necessità di consolidare l’utilizzo della rete, tra i cittadini, tra le imprese. Qui potete trovare qualche dato.

Ma la banda larga può crescere da sola? Assolutamente no. Servono investimenti, ma ancor prima, serve una visione, capace di spazzare via le disuguaglianze, concretizzando un nuovo diritto in capo all’essere umano: il diritto alla rete. Centinaia di migliaia di famiglie sono ancora senza una rete internet veloce. Le ragioni sono tante: dalla posizione delle loro abitazioni (o aziende) a scelte politiche sbagliate e poco lungimiranti.

Come sarebbe la nostra scrivania nel 1981?

Se l’è chiesto l’Harvard Innovation LabIl risultato è impressionante e quanto mai vero.

4 parole sul futuro ormai passato

Mi chiedo che concezione si abbia del “futuro”. C’è da domandarselo, perché se la società cerca di avanzare in ogni settore, con l’obiettivo di raggiungere sempre il meglio, vuol dire che qualcuno o qualcosa abbia cambiato questa finalità. La scienza e l’avanzamento tecnologico travolgono aspetti inutili, come l’aspirapolvere autonomo, per farvi un esempio, dandone anche molta importanza, per ragioni squisitamente di mercato.
Nel 2012, se l’opinione pubblica mondiale, in passato, si fosse focalizzata su aspetti importanti per la crescita e la salvaguardia dell’ambiente, grazie alla tecnologia, vivremmo in case autosufficienti energeticamente, capaci di riscaldarsi attraverso l’energia solare, di garantire una ecosostenibilità necessaria, al giorno d’oggi.
Invece no. La tecnologia sforna di giorno in giorno nuovi giocattoli e chi più ne ha, più ne metta.
Il futuro attuale è oscuro. Nessuno sa cosa accadrà. Di certo, la responsabilità è dell’uomo, con le sue invenzioni e la sua voglia di novità. Io ho 18 anni, e vi posso assicurare che vedere qualcosa del passato mi fa venire la nostalgia degli anni dell’infanzia. Un esempio? Vi ricordate la sigla di “Lunedi Film” di RaiUno (vedi video)? Beh, è bellissimo ricordare quando c’era qualcosa di interessante alla TV, al posto dell’immensa spazzatura che, oggi, inonda le case degli italiani.
Ai posteri l’ardua sentenza. Solo che tra quei posteri, ci sono anche io e a me non piace per nulla il futuro che ci stanno preparando.