Far funzionare il mondo

Minuti, ore, giorni, settimane, anni passati nel capire come va il mondo, a come farlo funzionare e poi provarci. Questa potrebbe essere una definizione esistenziale della politica e del suo essere.

Come farlo funzionare: il mondo funziona a modo suo, è chiaro, ma quando poi ci si rende conto che con impegno e passione si possono costruire dalle piccole alle grandi cose, allora lì la politica ha raggiunto il suo punto più bello.

A Monte Sant’Angelo, una cittadina in provincia di Foggia, il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Un gruppo di giovani – che dedicano il loro tempo a far funzionare il mondo che lo circonda – aveva denunciato da tempo tutti quei soprusi che hanno portato all’epilogo, pagandone un caro prezzo. Minacce, atti di violenza e intimidazione. A Giovanni, giovanissimo consigliere comunale, ad esempio, gli hanno incendiato l’auto. Aveva denunciato una manifesta illegalità nella gestione dei servizi comunali.

Oggi, a Giovanni e a quei ragazzi di Monte Sant’Angelo dico di non demordere e che il Comune sciolto per mafia è una sconfitta per la criminalità ma non per il mondo e per chi, come loro, cercando di farlo funzionare al meglio.

Sentirsi minuscoli

È quello che provo, quando leggo miei coetanei che con coraggio denunciano gravi atti di illegalità nel loro territorio.

La nostra Regione soffre questa gravissima malattia, quale la criminalità. Da Vieste a Marina di Leuca, la domanda è una sola: cosa possiamo fare? Bisogna prendere forza, agire. Ma non da soli. Insieme.

Antonio, da San Nicandro (FG), denuncia l’ennesima mancanza di Stato, a discapito dei cittadini. Io sono con lui e con tutti coloro che pretendono un riscatto per la loro terra, in nome della legalità.