Menu

Amedeo Ricucci, giornalista Rai, collaboratore di The Post Internazionale, ha realizzato questo servizio per TV7.
Immagini difficili, riprese da droni, da reporter sul campo. Testimonianze vere e impattanti di reporter e attivisti siriani che raccontano l’orrore quotidiano che vivono sulla loro pelle.
Guardatelo, ve lo consiglio.

Noi ci siamo sempre stati

Bravo Mattia Zunino, in linea con quanto ci siamo detti ieri in Direzione nazionale.

Serve un partito che faccia il partito e noi, in questo momento, un partito non l’abbiamo.

Serve una forza politica capace di farsi carico delle istanze dei più deboli, degli ultimi, che provi a porsi domande fondamentali e a offrire risposte utili e opportune.

I Giovani Democratici ci sono, sono a disposizione non solo del partito ma di tutta la Comunità. Siamo noi, la stragrande maggioranza delle volte, il volto del PD sul territorio. Vogliamo essere non passeggeri di un soggetto politico, ma copiloti.

Caro Partito Democratico, caro Matteo Renzi, ascoltateci, prendete spunto dalle nostre idee, riflessioni e attingete forza dalla nostra passione.

Il mio intervento in Direzione nazionale, in sintesi

Ho appena concluso il mio intervento in Direzione nazionale dei Giovani Democratici.

In sintesi, ho detto che è sbagliata la lettura che abbiamo dato al risultato del referendum. Un 40% ibrido non può essere un punto di partenza, ma un punto di arrivo di un modo di intendere la politica. Il punto di partenza deve essere la nostra Comunità e le sue esigenze che da quel voto sono emerse.

Ho chiesto che ci si impegni più sui temi sociali, generazionali. Dobbiamo essere i portabandiera della nostra generazione, nella politica: lotta forte e decisa contro l’utilizzo mostruoso dei voucher (110 milioni di ore pagati con i voucher è disarmante e allarmante); posizione forte e propositiva contro i tirocini non pagati che ledono la dignità di tutti i giovani che si affacciano al mondo del lavoro; proporre un disegno lungimirante sul diritto allo studio, strumento fondamentale per sostenere le giovani generazioni nella loro formazione; e molto altro.

Oggi stiamo dando un messaggio chiaro e forte al nostro partito: lì dove questo non è riuscito minimamente, noi GD ci stiamo riuscendo alla grande – un’analisi concreta e cristallina del voto del 4 dicembre con annesse proposte da cui ripartire.

Noi ci siamo, raccogliamo la sfida generazionale.

Rimbocchiamoci le maniche e faremo tanta strada, non per un gruppo politico in particolare, ma per una generazione di italiani che manifesta il proprio malessere e chiede aiuto e scelte coraggiose.

Buona cammino.

Lo dico prima di tutto alla mia generazione: non rimaniamo inermi davanti a tanta sofferenza.

Ribelliamoci, ancor prima che nelle piazze, con noi stessi. Ribelliamoci con il nostro inesistente contatto con la realtà che ci circonda, con la perdita della dimensione unica che accomuna gli esseri umani.

Guardate quei volti, cosa hanno fatto? Guardate quei corpi, sono colpevoli di qualcosa?

Guardate quei bambini, potevano essere chiunque, hanno solo avuto la sfortuna di nascere in una parte del mondo difficile, dimenticata dalla pace.

Mentre siamo comodamente seduti alla nostra scrivania o sorseggiamo qualcosa al bar, pensiamo a loro e cominciamo a far battere il nostro cuore a tamburo per la rabbia, pensando alla distruzione della dignità umana del Popolo siriano e di tutti i popoli sotto le bombe.

Vuoto traboccante

Ho ascoltato la Direzione nazionale del PD. Molti interventi di circostanza, pochi contenuti se non addirittura inesistenti, tranne per qualche raro caso (vedi l’intervento di Cuperlo).

Ora attendiamo l’Assemblea di domenica prossima, con la speranza di vedere il dibattito prendere finalmente vita.

Nelle prossime ore scriverò due osservazioni circa il dibattito di queste ore all’interno del PD e nel Paese.

Per una riflessione più approfondita, aspetterei la Direzione nazionale dei GD, sabato prossimo, al Nazareno.

Di pietre e Costituzione

Ieri ho guardato con interesse la Direzione nazionale del PD, anche se avevo ormai appreso dell’assenza del dibattito post relazione del Segretario. Il punto è che la relazione del Segretario non è stata proprio una relazione ma una replica di quello che ho sentito in questi mesi di campagna elettorale: cose buone fatte, cosa succede all’Europa e all’Italia in Europa, e poi giù di PlayStation e Don Abbondio.

Nota dolente, anzi, dolentissima, è stata la “messa a tacere” di Walter Tocci, senatore del PD, una delle menti più lucide e forti che il PD abbia mai avuto al suo interno.

“Vattene a casa” e brusio. Orfini chiede rinvio discussione e saluti a tutti.

Però io vi consiglio di leggerlo quel discorso che Tocci aveva preparato per ieri. Fortifica e apre la mente.

Ma quale Don Abbondio? Facciamo i bravi, per favore!

“Qualcuno del Pd ha festeggiato la caduta del Governo: d’altronde per alcuni lo stile è come il coraggio di Don Abbondio”

È la citazione più in voga negli ultimi minuti di Matteo Renzi, a seguito della Direzione nazionale tenutasi poco fa (in realtà una semplice conferenza stampa con pubblico. La discussione è rinviata).

Turbofasci hanno cominciato ad attaccare il Presidente Michele Emiliano, pensando che quella citazione fosse rivolta a lui. Niente di più sbagliato. Ecco cosa ha detto Emiliano a Repubblica e cosa in tv a Matrix, proprio ieri sera.

Ha esultato per la vittoria del No?
“Le dimissioni di Renzi mi hanno addolorato. Le ho viste in tv con alcuni amici per il No che erano contenti. “No – ho detto – non c’è nulla di cui essere contenti, è un’occasione perduta per tutti. Le dimissioni del premier e segretario non mi provocano nessuna gioia”. Agli errori di Renzi se ne aggiungono adesso altri dei suoi collaboratori”.
– da Repubblica